Orecchioni: «Catastrofe sanitaria»
Il decano degli avvocati contro l’annunciato scippo dei servizi dell’ospedale
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TEMPIO. «Per tutti i galluresi, soprattutto per le persone bisognose di cure e assistenza, lo scippo dei servizi che la Regione sta per attuare a danno del Paolo Dettori e delle popolazioni della Gallura e dell’Anglona che alla struttura fanno riferimento, assume le proporzioni di una catastrofe sanitaria». A parlare in questo modo è Giovanni Orecchioni, battagliero decano dell’ordine forense che della difesa dell’ospedale da diversi anni ha fatto la sua missione. « I provvedimenti che il consiglio regionale sta chiedendo di approvare - dice -, costituiscono un forte arretramento della qualità della vita per tutti gli abitanti ma anche un indebolimento, e forse anche la perdita delle condizioni necessarie per il mantenimento in loco di altre strutture e servizi pubblici». Il riferimento, in questo caso è soprattutto al carcere di massima sicurezza di Nuchis la cui realizzazione e permanenza era ed è subordinata alla presenza, entro il raggio di qualche chilometro, di una dotata struttura sanitaria in grado di intervenire su qualunque emergenza sanitaria all’interno del carcere. Nella sua lunga e precisa disamina a difesa del Paolo Dettori, l’avvocato Orecchioni prende in esame anche un recentissimo articolo apparso sulla Nuova nel quale Renato Soru, “seppure in modo garbato”, ha mostrato un certo dissenso sulla riforma riferendosi all’atto aziendale del 2007 contro firmato da Nerina Dirindin e ancora oggi in vigore perché mai abolito.
«Il Paolo Dettori con quell’atto - prosegue Orecchioni -, era stato dotato dei seguenti reparti: Chirurgia, Ortopedia, Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Otorinolaringoiatria, Medicina interna, Pediatria e assistenza neonatale, Cardiologia, Dialisi, Pronto soccorso e tutti gli ambulatori collegati a queste qualificate unità lavorative. Soru, con il suo garbato dissenso, ha voluto significare ad Arru che quell’atto aziendale del 2007 non è stato mai abolito e che i tagli e le riduzioni di personale medico e non solo, sono state operate invece da commissari senza scrupoli, succedutesi in questi anni, senza alcun potere e in piena autarchia. Un circostanza, questa, che il nuovo atto non può ignorare». Il documento di Orecchioni si chiude con il «grazie a tutti gli operatori sanitari per l’abnegazione con la quale in questi anni bui, tempestosi e tristi, hanno svolto al meglio le loro funzioni».(a.m.)
«Il Paolo Dettori con quell’atto - prosegue Orecchioni -, era stato dotato dei seguenti reparti: Chirurgia, Ortopedia, Traumatologia, Ostetricia e Ginecologia, Anestesia e Rianimazione, Otorinolaringoiatria, Medicina interna, Pediatria e assistenza neonatale, Cardiologia, Dialisi, Pronto soccorso e tutti gli ambulatori collegati a queste qualificate unità lavorative. Soru, con il suo garbato dissenso, ha voluto significare ad Arru che quell’atto aziendale del 2007 non è stato mai abolito e che i tagli e le riduzioni di personale medico e non solo, sono state operate invece da commissari senza scrupoli, succedutesi in questi anni, senza alcun potere e in piena autarchia. Un circostanza, questa, che il nuovo atto non può ignorare». Il documento di Orecchioni si chiude con il «grazie a tutti gli operatori sanitari per l’abnegazione con la quale in questi anni bui, tempestosi e tristi, hanno svolto al meglio le loro funzioni».(a.m.)
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