Spi-Cgil: «Sos per i femminicidi»
Il coordinamento donne del sindacato: è emergenza, dobbiamo interrogarci
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OLBIA. La cronaca quotidiana riporta,sempre più spesso di donne maltrattate, violate o uccise. Il coordinamento Donne Spi Cgil Sardegna, per voce di Giovanna Spissu espone il suo punto di vista: «Ci siamo lasciate a fine luglio con una grande preoccupazione riguardo alle violenze sulle donne e sul femminicidio. - dice -.Avevamo espresso le nostre paure sulla legge sullo stalking, la parte riguardante l'estinzione dei reati a seguito di condotte riparatorie. Perché secondo noi non tutelano le donne vittime di violenze, anzi le mettono ancora di più in pericolo. Ci ritroviamo oggi con fatti allarmanti e sconcertanti. Ancora tanti stupri di una ferocia inaudita nei confronti delle donne di ogni condizione sociale, giovani donne, ma anche donne anziane, per non parlare degli ultimissimi casi: la ragazzina del Salento e la bimba adescata a Milano». E ancora: «Credo che i fatti siano talmente gravi che, non parlarne, non sia possibile. Dobbiamo interrogarci su quanto sta accadendo e sul perché. Ma bisogna soprattutto chiedersi cosa la nostra società, le istituzioni, tutti noi, possiamo e dobbiamo fare. Il coordinamento donne, chiede che le istituzioni non facciano passare altro tempo: violenza e femminicidio sono una questione sociale, ne va della dignità e della libertà delle donne. Per tutti noi del sindacato pensionati della Cgil è intollerabile pensare che dopo le tante battaglie per la nostra costituzione e per l'emancipazione della donna siamo ritornati a un clima di paura, pregiudizio e odio. Non ci sono stupri di serie A o B, sono sempre da condannare. Perché a morire o a venir ferite nel più profondo sono le donne». (s.d.)
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