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Olbia

Satta (Uds) dice no alla riforma sanitaria: «Gallura penalizzata»

Satta (Uds) dice no alla riforma sanitaria: «Gallura penalizzata»

Il consigliere regionale annuncia un emendamento: «Qui si vuole creare un ospedale da campo, inammissibile»

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OLBIA. Un altro no. L’ennesimo. Anche Giovanni Satta, consigliere regionale dell’Uds ed ex sindaco di Buddusò, sostiene che la proposta di ridefinizione della rete ospedaliera dell’isola sia da cambiare. «Soprattutto perché penalizza in maniera pesante il Nord Est della Sardegna e Olbia in particolare»

Per questo, Satta, annuncia un emendamento «con argomenti seri e proposte fattibili. Innanzitutto è previsto un Presidio unico Dea di I° livello in Gallura per un bacino teorico di circa 150.00 abitanti (di fatto i residenti sono 163.000). Nel dettaglio: il Giovanni Paolo II di Olbia sarà un primo livello, il Dettori di Tempio uno stabilimento di base di completamento Dea primo livello e ospedale di comunita e il Paolo Merlo uno stabilimento di sede disagiata insulare e ospedale di comunità. Tutti, però, sappiamo bene che questo territorio, per sei mesi l’anno, registra un vertiginoso aumento della popolazione. Senza dimenticare che tra porto e aeroporto arrivano e partono milioni di persone con un volume di traffico complessivo, durante l’estate, che supera quello dell’aeroporto di Milano. Eppure si sta pensando di creare in Gallura, in maniera inammissibile e vergognosa, una specie di ospedale da campo se raffrontato con la massa di gente che vi transita. Viene meno insomma la tutela essenziale della salute, per i turisti e per i residenti».

Satta, elencando le sue osservazioni all’assessore Arru e al presidente della commissione Sanità Perra, parla dell’urgenza di «far cessare i disservizi al pronto soccorso di Olbia, in particolare nel periodo estivo. Nell’arco delle 24 ore si registrano circa 180 accessi, determinando un intasamento al quale la struttura non è in grado di rispondere adeguatamente sia per gli organici ridotti che per il numero insufficiente di posti letto soprattutto in Medicina: una situazione, questa, che causa il conseguente stazionamento di pazienti sulle barelle del pronto soccorso, prima di essere sistemati in reparto». Il consigliere dell’Uds suggerisce infine una serie di interventi in attesa dell’apertura del Mater Olbia. «Primo punto: l’ospedale privato condiziona fortemente la dotazione delle discipline e il numero dei posti letto nelle strutture pubbliche. Perché attribuire solo al privato, per esempio, Dermatologia, Geriatria, Neurologia, Pneumologia, Urologia e Neurochirurgia? Tutto ciò stride con i tempi di entrata a regime del Mater: senza le attrezzature e senza il collaudo finale, la struttura non può nemmeno fare la richiesta di accreditamento alla Regione. Significa che il Mater potrebbe cominciare la sua attività a metà 2019. Quindi dico: i posti letto relativi alle specialità mancanti nella struttura pubblica potrebbero essere “provvisoriamente assegnati” per poi essere “restituiti” quando ci sarà il definitivo accreditamento e quando il Mater Olbia aprirà».

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