Ville affittate in nero, giro da 1,5 milioni
di Stefania Puorro
Maxi operazione della guardia di finanza in tutta la Gallura, 250 persone coinvolte. I casi più eclatanti in Costa Smeralda
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OLBIA. Un’evasione fiscale per affitti non dichiarati che supera il milione e mezzo. E più di 250 persone coinvolte, soprattutto del nord Italia: tra loro, c’è chi ha dato in locazione (in nero) ville lussuose e complessi residenziali soprattutto in Costa Smeralda, a Porto Rotondo e Palau, mentre altri non hanno neppure dichiarato gli stessi immobili.
Prezzi da capogiro, e sempre tutto sottobanco, a Porto Cervo. Il caso più eclatante: un romeno, che ufficialmente vive a Olbia e fa l’imprenditore, ha affittato una villa sul mare con tutti i comfort possibili a 60mila euro a settimana e a 125mila per 15 giorni. A lui i finanzieri sono riusciti a risalire, ma bisogna ancora capire quale sia esattamente il suo ruolo. Un prestanome, di sicuro, ma c’è ancora molto da scoprire sia su quello che fa esattamente sia su una serie di società del nord Italia alle quali sarebbe collegato.
Questi sono solo una parte dei risultati di una grossa indagine condotta dal gruppo di Olbia della guardia di finanza, al comando del maggiore Marco Salvagno, e dagli uomini della tenenza di Palau. Un lavoro cominciato lo scorso mese di marzo con un’attività di monitoraggio e di elaborazione dati su persone e società. Tre i canali usati per mettere a fuoco il maxi giro di affitti in nero in Gallura: le agenzie immobiliari; i siti internet nei quali vengono pubblicati gli annunci di offerte di casa per le vacanze; e gli esposti ricevuti, oltre alle notizie che sono arrivate da fonti confidenziali.
Da qui si è poi scoperto che sono due le tipologie di immobili che venivano dati in locazione senza dichiarare nulla al Fisco. Da una parte ci sono gli appartamenti all’interno di grandi complessi residenziali. A Porto Rotondo, per esempio, si è risaliti a diversi proprietari che avevano incassato 500mila euro per 50 appartamenti. Il costo a settimana? Non meno di tremila euro. E poi ci sono una lunga serie di ville, alcune delle quali sono state date in affitto, sempre in nero, a cifre pazzesche.
C’è dell’altro. Con i controlli svolti dalle fiamme gialle di Palau si è scoperto che anche qui erano stati dati in locazione immobili (senza nessuna comunicazione all’amministrazione finanziaria) per un importo complessivo superiore ai duecentomila euro.
Ventidue le persone controllate che vivono e lavorano in Gallura, mentre sono stati segnalati ai vari reparti della guardia di finanza (in base alle competenze per territorio) decine e decine di nomi di soggetti coinvolti in questo giro.
«Il contrasto al sommerso - si legge in un comunicato del comando provinciale della guardia di finanza - costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del corpo: non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti locali, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo a tutela di coloro che operano nella piena osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da coloro che svolgono attività in nero».
Prezzi da capogiro, e sempre tutto sottobanco, a Porto Cervo. Il caso più eclatante: un romeno, che ufficialmente vive a Olbia e fa l’imprenditore, ha affittato una villa sul mare con tutti i comfort possibili a 60mila euro a settimana e a 125mila per 15 giorni. A lui i finanzieri sono riusciti a risalire, ma bisogna ancora capire quale sia esattamente il suo ruolo. Un prestanome, di sicuro, ma c’è ancora molto da scoprire sia su quello che fa esattamente sia su una serie di società del nord Italia alle quali sarebbe collegato.
Questi sono solo una parte dei risultati di una grossa indagine condotta dal gruppo di Olbia della guardia di finanza, al comando del maggiore Marco Salvagno, e dagli uomini della tenenza di Palau. Un lavoro cominciato lo scorso mese di marzo con un’attività di monitoraggio e di elaborazione dati su persone e società. Tre i canali usati per mettere a fuoco il maxi giro di affitti in nero in Gallura: le agenzie immobiliari; i siti internet nei quali vengono pubblicati gli annunci di offerte di casa per le vacanze; e gli esposti ricevuti, oltre alle notizie che sono arrivate da fonti confidenziali.
Da qui si è poi scoperto che sono due le tipologie di immobili che venivano dati in locazione senza dichiarare nulla al Fisco. Da una parte ci sono gli appartamenti all’interno di grandi complessi residenziali. A Porto Rotondo, per esempio, si è risaliti a diversi proprietari che avevano incassato 500mila euro per 50 appartamenti. Il costo a settimana? Non meno di tremila euro. E poi ci sono una lunga serie di ville, alcune delle quali sono state date in affitto, sempre in nero, a cifre pazzesche.
C’è dell’altro. Con i controlli svolti dalle fiamme gialle di Palau si è scoperto che anche qui erano stati dati in locazione immobili (senza nessuna comunicazione all’amministrazione finanziaria) per un importo complessivo superiore ai duecentomila euro.
Ventidue le persone controllate che vivono e lavorano in Gallura, mentre sono stati segnalati ai vari reparti della guardia di finanza (in base alle competenze per territorio) decine e decine di nomi di soggetti coinvolti in questo giro.
«Il contrasto al sommerso - si legge in un comunicato del comando provinciale della guardia di finanza - costituisce una linea d’azione fondamentale nell’ambito delle funzioni di polizia economico-finanziaria del corpo: non solo per i profili strettamente connessi al recupero dei tributi sottratti al bilancio dello Stato e degli enti locali, ma anche perché consente di arginare la diffusione dell’abusivismo a tutela di coloro che operano nella piena osservanza della legge e le cui prospettive di sviluppo sul mercato sono seriamente compromesse da coloro che svolgono attività in nero».
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