Crociere, dopo dieci anni l’Isola Bianca tira il freno: Cagliari sorpassa Olbia

Il rapporto di “Risposte turismo”, determinante la mancata realizzazione del progetto “home port” in città

OLBIA. Il sorpasso è avvenuto ed è di quelli che fanno rumore. L’onda lunga della polemica politica sulla sede a Cagliari dell’Autorità unica di sistema portuale trova riscontro nei numeri del traffico croceristico. Cagliari supera Olbia ed entra nella classifica dei dieci porti più importanti d’Italia per le navi da crociera. È quanto emerge dal report di Risposte turismo – società di ricerca e consulenza nella macroindustria turistica – che analizza l’andamento del settore in Italia attraverso i dati di traffico 2016 registrati dai porti croceristici italiani e le previsioni aggiornate per il 2017.

I numeri saranno presentati durante la settima edizione dell’Italian cruise day, il forum annuale di riferimento in Italia per il comparto croceristico che si svolgerà il 6 ottobre prossimo a Palermo. Tra i risultati ottenuti dai vari scali si segnala, in un contesto ampiamente caratterizzato dalla presenza di segni meno, proprio l’ottima performance di Cagliari, atteso a fine anno per la prima volta nella top ten dei porti croceristici nazionali. Nel 2017 le previsioni per Cagliari, in nona posizione tra i porti italiani per navi da crociera, dicono di 449 mila passeggeri movimentati (rispetto ai 258 mila nel 2016, con un +74%), con 173 toccate nave (erano state 108 nel 2016, per un +60%). Olbia invece dovrebbe attestarsi su 220 mila passeggeri movimentati nel 2017, con 110 toccate nave che, pur considerando il dato aggregato con Porto Torres, sarebbero dieci in meno rispetto al 2016. Si consuma così il sorpasso su Olbia condotto nel corso di un decennio. Cagliari partiva da 63 mila passeggeri movimentati nel 2007, contro i quasi 102 mila di Olbia. Nel 2016 Cagliari ha fatto registrare 258 mila passeggeri, contro i 193.750 di Olbia.

Uno dei dati che differenzia i due scali sardi è certamente quello degli imbarchi/sbarchi. Tra i porti croceristici italiani con più di 30 mila passeggeri movimentati all’anno, Olbia fa registrare un desolante zero. Mentre Cagliari attesta il suo vantaggio su Olbia anche in virtù di quasi 17 mila imbarchi-sbarchi fatti registrare nel 2016. Un segnale inequivocabile del fallimento della strategia che doveva portare lo scalo dell’Isola Bianca a diventare home port. Risale al giugno del 2014 lo sbarco a Olbia di Aida Vita, nave da crociera tedesca che inaugurò l’esperimento di home port in città. Il gigante del mare, proveniente da Palma di Maiorca, approdò al porto Isola Bianca per un imbarco record di crocieristi in arrivo dalla Germania: 413 tedeschi a bordo per proseguire il loro tour nel Mediterraneo, dopo essere arrivati in città in aereo. Il primo esperimento di home port, con connessione tra aeroporto e porto e l'attivazione di inedite procedure di imbarco. La compagnia aveva organizzato sottobordo l’accoglienza dei passeggeri, con appositi stand per il check-in, infopoint e attività d'intrattenimento.

Da allora l’esperimento non è mai veramente decollato. Così Olbia, insieme a Trapani e Amalfi, è l’unico tra i primi 22 porti per traffico croceristico in Italia ad aver fatto registrare nel 2016 uno zero nella casella degli imbarchi-sbarchi, con l’aggravante che, a differenza delle altre due località turistiche, Olbia vanta uno degli aeroporti italiani con maggior traffico internazionale.

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