Una nuova vita per il Michelucci firmata l’intesa con la Fondazione
di Serena Lullia
Il teatro, ultimo lavoro del grande architetto, manterrà la destinazione culturale ma in chiave nuova Il presidente Paba: «Le sue opere si trasformano con facilità». Il sindaco: «Un progetto importante»
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OLBIA. Il gioiello dimenticato di Michelucci rinasce grazie alla Fondazione che porta il nome del celebre architetto. Il teatro rimasto per anni una incompiuta cambierà pelle, secondo la filosofia michelucciana. «Le sue opere non sono mai chiuse, funzionaliste, ma aperte alla città – spiega il presidente della Fondazione Giancarlo Paba –. Avendo una architettura corale si trasformano con facilità. Molte hanno anche saputo affrontare il tempo e speriamo che anche il teatro possa rientrare in questa dinamica di reinterpretazione del presente, come giù avvenuto per altre opere».
Il protocollo di intesa tra il Comune e la Fondazione è il primo attivato all’interno dell’Iti, il programma di riqualificazione dei quartieri della Sacra Famiglia e Poltu Quadu, finanziato con 15 milioni di euro dalla Regione. Un partenariato strategico che fa della cultura un collante tra i due obiettivi dell’Iti. Rigenerazione urbana e inclusione attiva. I dettagli sulla nuova veste del teatro non sono ancora noti. Il Comune aspetta di comunicarli dopo che sarà completato il trasferimento delle risorse all’ente locale. Per ora si sa che in due blocchi del teatro, troveranno spazio una biblioteca internazionale e interculturale e un laboratorio teatrale in collaborazione con il liceo artistico. «Restiamo fedeli allo spirito di Michelucci che aveva inteso l’opera come un luogo di studio – spiega Gianna Masu, project manager del Comune –. Noi lo renderemo innovativo e dinamico». I particolari di cosa diventerà il Michelucci e soprattutto i tempi per vedere rinascere a nuova vita l’ultima opera di uno degli architetti contemporanei più famosi, saranno svelati a ottobre. «Bisognerà pazientare alcuni giorni – rassicura il sindaco Settimo Nizzi che ripercorre la storia dell’edificio di Olbiamare –. Una di quelle opere che prima di essere ultimate hanno bisogno di anni, lustri, e che passano attraverso diverse amministrazioni. Questa fu iniziata da Gianpiero Scanu, sono passati altri sindaci. Io ho avuto la fortuna di ultimarla, ma non l’ho utilizzata per gli scopi per cui era nata. È stata sede di una associazione di protezione civile, del gruppo sommozzatori della Polizia di stato. Con il mio nuovo mandato da sindaco ci eravamo posti come obiettivo di fare qualcosa di importante al Michelucci. E quella è la strada che stiamo percorrendo».
Il protocollo di intesa tra il Comune e la Fondazione è il primo attivato all’interno dell’Iti, il programma di riqualificazione dei quartieri della Sacra Famiglia e Poltu Quadu, finanziato con 15 milioni di euro dalla Regione. Un partenariato strategico che fa della cultura un collante tra i due obiettivi dell’Iti. Rigenerazione urbana e inclusione attiva. I dettagli sulla nuova veste del teatro non sono ancora noti. Il Comune aspetta di comunicarli dopo che sarà completato il trasferimento delle risorse all’ente locale. Per ora si sa che in due blocchi del teatro, troveranno spazio una biblioteca internazionale e interculturale e un laboratorio teatrale in collaborazione con il liceo artistico. «Restiamo fedeli allo spirito di Michelucci che aveva inteso l’opera come un luogo di studio – spiega Gianna Masu, project manager del Comune –. Noi lo renderemo innovativo e dinamico». I particolari di cosa diventerà il Michelucci e soprattutto i tempi per vedere rinascere a nuova vita l’ultima opera di uno degli architetti contemporanei più famosi, saranno svelati a ottobre. «Bisognerà pazientare alcuni giorni – rassicura il sindaco Settimo Nizzi che ripercorre la storia dell’edificio di Olbiamare –. Una di quelle opere che prima di essere ultimate hanno bisogno di anni, lustri, e che passano attraverso diverse amministrazioni. Questa fu iniziata da Gianpiero Scanu, sono passati altri sindaci. Io ho avuto la fortuna di ultimarla, ma non l’ho utilizzata per gli scopi per cui era nata. È stata sede di una associazione di protezione civile, del gruppo sommozzatori della Polizia di stato. Con il mio nuovo mandato da sindaco ci eravamo posti come obiettivo di fare qualcosa di importante al Michelucci. E quella è la strada che stiamo percorrendo».
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