Limbara e rifiuti, le accuse alla giunta di Ripensare Tempio
di Angelo Mavuli
Il capogruppo Antonio Addis interviene in Consiglio: «Non si valorizza il monte e la città è sporca e abbandonata»
2 MINUTI DI LETTURA
TEMPIO. L’ultima riunione del consiglio comunale caratterizzata dall’ufficializzazione dell’esonero dall’incarico di assessore ai Servizi Sociali, Alessandra Amic è stata contrassegnata anche da una serie di interrogazioni consiliari da parte delle due minoranze.
Le prime, sono state presentate dal capogruppo consiliare di Ripensare Tempio, Antonio Addis. La prima, riguarda «la mancata valorizzazione del Monte Limbara, per il quale si chiede una maggiore attenzione e cura sull’utilizzo delle opere realizzate e non utilizzate in modo ottimale o mal gestite. Pur essendo - scrive Addis - realizzate con soldi pubblici». Il primo riferimento è per la baita di Vallicciola. «Attigua all’area camper, posizionata in un punto strategico del Monte Limbara, frequentata nella tarda primavera e nel periodo estivo da numerosi turisti e concittadini, quasi sempre chiusa come segnalano le numerose lamentele. Ancora più grave - denuncia Antonio Addis, raccogliendo anche le diverse segnalazioni che sull’argomento circolano in città - la situazione in cui versa l’albergo di Curadureddu. Chiediamo di essere informati su chi gestisce la struttura e se il rapporto tra il gestore dell’albergo e il Comune è sancito da un regolare contratto. Ci risulta inoltre, che siano stati portati via dalla struttura, arredi e attrezzature e che il personale non venga pagato regolarmente».
L’altra interrogazione è rivolta all’assessore Quargnenti, per sapere da quali fonti abbia acquisito la notizia secondo cui in un breve lasso di tempo si sarebbe passati nella raccolta differenziata dal 79 al 60 per cento. «Considerato - dice Addis -, che il dato non sarebbe noto neanche all’Unione. La città, è sporca, le periferie sono abbandonate, le aree verdi, realizzate nel corso degli ultimi anni per rendere la città più accogliente, in stato di evidente abbandono come, ad esempio, la rotatoria di Manzoni, il parco Grandi, l’ingresso del cimitero e l’area del Palazzetto dello sport. Non è questo il decoro urbano che merita Tempio - prosegue Addis -, in un momento in cui importanti progetti di rilancio della città (turismo a metro cubo zero e rigenerazione urbana), diventano vincolati secondo l’impegno assunto di garantire il decoro in ambito urbano».
L’ultima interrogazione infine, ha riguardato la revoca della delega assessoriale all’avvocato Amic, «da non interpretare solo sotto il profilo politico - sostiene il capogruppo di Ripensare Tempio -. Dalla lettura delle motivazioni emerge, infatti, un quadro poco trasparente relativamente ai rapporti in seno all’esecutivo. E le accuse reciproche fra giunta e assessore, fanno emergere un quadro preoccupante dove sembrerebbe che gli interessi pubblici siano subordinati ad un modus operandi poco rispettoso della tutela degli interessi della città e dei cittadini».
Le prime, sono state presentate dal capogruppo consiliare di Ripensare Tempio, Antonio Addis. La prima, riguarda «la mancata valorizzazione del Monte Limbara, per il quale si chiede una maggiore attenzione e cura sull’utilizzo delle opere realizzate e non utilizzate in modo ottimale o mal gestite. Pur essendo - scrive Addis - realizzate con soldi pubblici». Il primo riferimento è per la baita di Vallicciola. «Attigua all’area camper, posizionata in un punto strategico del Monte Limbara, frequentata nella tarda primavera e nel periodo estivo da numerosi turisti e concittadini, quasi sempre chiusa come segnalano le numerose lamentele. Ancora più grave - denuncia Antonio Addis, raccogliendo anche le diverse segnalazioni che sull’argomento circolano in città - la situazione in cui versa l’albergo di Curadureddu. Chiediamo di essere informati su chi gestisce la struttura e se il rapporto tra il gestore dell’albergo e il Comune è sancito da un regolare contratto. Ci risulta inoltre, che siano stati portati via dalla struttura, arredi e attrezzature e che il personale non venga pagato regolarmente».
L’altra interrogazione è rivolta all’assessore Quargnenti, per sapere da quali fonti abbia acquisito la notizia secondo cui in un breve lasso di tempo si sarebbe passati nella raccolta differenziata dal 79 al 60 per cento. «Considerato - dice Addis -, che il dato non sarebbe noto neanche all’Unione. La città, è sporca, le periferie sono abbandonate, le aree verdi, realizzate nel corso degli ultimi anni per rendere la città più accogliente, in stato di evidente abbandono come, ad esempio, la rotatoria di Manzoni, il parco Grandi, l’ingresso del cimitero e l’area del Palazzetto dello sport. Non è questo il decoro urbano che merita Tempio - prosegue Addis -, in un momento in cui importanti progetti di rilancio della città (turismo a metro cubo zero e rigenerazione urbana), diventano vincolati secondo l’impegno assunto di garantire il decoro in ambito urbano».
L’ultima interrogazione infine, ha riguardato la revoca della delega assessoriale all’avvocato Amic, «da non interpretare solo sotto il profilo politico - sostiene il capogruppo di Ripensare Tempio -. Dalla lettura delle motivazioni emerge, infatti, un quadro poco trasparente relativamente ai rapporti in seno all’esecutivo. E le accuse reciproche fra giunta e assessore, fanno emergere un quadro preoccupante dove sembrerebbe che gli interessi pubblici siano subordinati ad un modus operandi poco rispettoso della tutela degli interessi della città e dei cittadini».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
