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Racket delle granite, gli indagati in attesa dell’interrogatorio

Racket delle granite, gli indagati in attesa dell’interrogatorio

Siniscola, Giovanni Maria Carta verrà ascoltato in settimana L’accusa: minacce e attentati contro la ditta “Sea and Sun”

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SINISCOLA. Verrà interrogato nei primi giorni della settimana Giovanni Maria Carta, l’imprenditore siniscolese, arrestato venerdì fa con l’accusa di estorsione e danneggiamento seguito da incendio. Il 42enne che si trova ai domiciliari e il fratello, G. C., denunciato a piede libero, sono difesi dall’avvocato Pasquale Ramazzotti, mentre l’altro indagato in stato di libertà, L. D. è difeso dall’avvocato Mara Lapia. I tre secondo l’inchiesta condotta dalla squadra mobile della questura di Nuoro e dai colleghi del commissariato di Siniscola, avrebbero prima minacciato e poi organizzato degli attentati ai danni di una società di Monserrato, la “Sea and Sun” che aveva ottenuto dal comune di Siniscola regolare licenza per la vendita itinerante di granite lungo tutto il litorale.

Scopo delle intimidazioni da parte di Giovanni Maria Carta sarebbe stato l’allontanamento dal proprio territorio degli ambulanti del gustoso dolce, tanto desiderato dai bagnanti nelle torride giornate estive.

Carta che gestisce l’unico chiosco-bar operante nella spiaggia di Berchida, secondo l’accusa, pretendeva l’esclusività economica della zona.

I legali degli indagati non hanno potuto prendere visione degli atti ancora secretati. «Per quanto riguarda il mio assistito – ha detto l’avvocato Lapia – posso però dire che nel corso delle perquisizioni a cui è stato sottoposto, gli inquirenti non hanno trovato nulla che possa provare il suo coinvolgimento in questa vicenda. Penso anche che, se fosse veramente stato coinvolto in uno degli attentati, lo avrebbero dovuto arrestare in flagranza di reato ma così non è stato».

La ditta di Monserrato aveva subito tre attentati intimidatori, due dei quali incendiari, avvenuti in sequenza, durante le ore notturne del 19, del 23 e del 29 luglio del 2016. In quelle occasioni vennero completamente distrutti tre furgoni della “Sea and Sun”. Secondo gli inquirenti, per evitare ulteriori pressioni e soprattutto per poter continuare a lavorare durante il periodo estivo, il titolare della “Sea and Sun” avrebbe anche iniziato a pagare, a scadenze prefissate, varie somme di denaro agli estorsori che avrebbero quindi deciso di lasciarlo operare in pace. (k.s.)

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