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«Medicina sempre al collasso»

«Medicina sempre al collasso»

Il sindacato Fsi Usae: pochi infermieri anche al pronto soccorso

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OLBIA. Pronto soccorso e Medicina: c’è un nuovo sos. E a lanciarlo, ancora una volta, è la segreteria territoriale della Fsi Usae. Il sindacato fa sentire di nuovo la sua voce «perché le problematiche di questi due reparti non sono state ancora risolte. Al pronto soccorso del Giovanni Paolo II non sono arrivati nuovi infermieri. Anzi. L'amministrazione ha provveduto a prorogare le prestazioni aggiuntive: una sorta di incentivo per l’orario degli infermieri che consente loro di fare più ore oltre il normale turno di servizio. Questo lo riteniamo un palliativo - spiega Vito Langiu, responsabile locale del sindacato - perché un infermiere, dopo il normale orario che fa al pronto soccorso, non è in grado fisicamente di trattenersi oltre. Se lo facesse, rischierebbe di pregiudicare le sue prestazioni professionali in quanto già abbastanza stanco.

L'azienda dice che non trova infermieri, la Fsi Usae sostiene invece che non si può dare assistenza e garantire i lea (livelli essenziali di assistenza) con questo metodo. Ci sono infermieri che lavorato per 36 mesi e, per legge, non possono essere richiamati dalla graduatoria. Però, in caso di emergenza, e noi siamo in continua emergenza, gli stessi lavoratori possono essere richiamati con contratto diverso dalle agenzie interinali, in attesa che anche la nostra Regione come stanno facendo altre, decida di stabilizzarli. Alcuni infermieri del pronto soccorso hanno saltato le ferie estive ed è per questo che annunciamo una vertenza anche sull’organizzazione all'interno di tale servizio».

Situazione drammatica anche nel reparto di Medicina. «Qui - prosegue Langiu - si convive con la cronica mancanza di personale infermieristico e oss. Ci sono 16 infermieri, ma l’organico dovrebbe prevederne almeno 24. Questo vuol dire che spesso si saltano i riposi e diventa difficile organizzare i turni. Così non si può andare avanti: gli operatori fanno davvero i salti mortali, ma sono disperati ed esasperati. Seguire 52 pazienti al meglio diventa un’impresa impossibile, proprio perché il personale non basta. La Fsi Usae chiede per l'ennesima volta alla dirigenza della Assl di sollecitare i vertici dell'Ats per assumere urgenti provvedimenti e per evitare che si arrivi allo stato di agitazione del personale». (s.p.)
 

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