Monti, lite per il sughero La “Baronia”: «È nostro»
Continua la decennale bega societaria sulla proprietà del terreno di Ladas Il legale della società che si contrappone alla famiglia Isoni: possiamo provarlo
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MONTI. È una guerra decennale senza esclusione di colpi quella in corso a Monti per la proprietà di una vasto terreno nel bosco di Ladas, a Calangianus, con sughere e vigneti. Una guerra che coinvolge la famiglia Isoni di Monti e l’azienda agricola Baronia di Monti, in mezzo ci sono un’inchiesta per furto di sughero e una denuncia per calunnia. Il tribunale del riesame di Sassari ha dissequestrato i 96 quintali di sughero fresco di decortica, che si sostenevano rubati, e li ha restituiti ai legittimi proprietari (Giovanni Maria Paolo Salvatore Isoni, Salvatore Paolo Isoni e Vito Calvisi, tutti di Monti), che erano stati precedentemente denunciati per furto dai carabinieri e additati come ladri.
La vicenda è piuttosto intricata: una decennale bega societaria sulla proprietà della sughereta nel bosco di Ladas tra la famiglia Isoni di Monti e un’altra famiglia di Modena, per lungo tempo socie della società Azienda agricola Baronia di Monti. Proprio quest’ultima ha deciso adesso di intervenire sulla vicenda. «I terreni dai quali è stato arbitrariamente estratto il sughero sono di proprietà della Baronia di Monti in forza di atti di acquisto che risalgono a oltre 44 anni fa – puntualizza l’avvocato Michele Stara, che assiste l’azienda agricola – questi terreni formano da anni un’unica azienda e sono costituiti in parte da vigneti (circa 50 ettari) e per il resto da bosco, con le relative pertinenze. Non è vero che la sentenza del tribunale di Tempio del 2006 ha escluso la proprietà dei terreni alla Baronia di Monti e ha riconosciuto alcunché a favore degli Isoni. Al contrario, la sentenza ha dichiarato improponibile la richiesta di usucapione del fondo formulata dagli Isoni e dalla loro madre».
«Con sentenza del 2009 la corte d’appello di Sassari – aggiunge l’avvocato Stara – ha dichiarato la risoluzione per grave inadempimento contrattuale del contratto d’affitto relativo al vigneto, in essere con Giovanni Isoni dal 1995 e lo ha condannato all’immediato rilascio e al pagamento di canoni arretrati per 258 mila euro». «L’azienda agricola Baronia di Monti – conclude il difensore – è comunque da anni nel possesso di tutti i terreni per cui non si capisce a che titolo gli Isoni pretendano di appropriarsi del sughero. La denuncia dell’illecita estrazione e sottrazione del sughero è stata presentata ai carabinieri di Calangianus contro ignoti. I responsabili sono stati individuati dagli stessi carabinieri che ne hanno riferito all’autorità giudiziaria».
La vicenda è piuttosto intricata: una decennale bega societaria sulla proprietà della sughereta nel bosco di Ladas tra la famiglia Isoni di Monti e un’altra famiglia di Modena, per lungo tempo socie della società Azienda agricola Baronia di Monti. Proprio quest’ultima ha deciso adesso di intervenire sulla vicenda. «I terreni dai quali è stato arbitrariamente estratto il sughero sono di proprietà della Baronia di Monti in forza di atti di acquisto che risalgono a oltre 44 anni fa – puntualizza l’avvocato Michele Stara, che assiste l’azienda agricola – questi terreni formano da anni un’unica azienda e sono costituiti in parte da vigneti (circa 50 ettari) e per il resto da bosco, con le relative pertinenze. Non è vero che la sentenza del tribunale di Tempio del 2006 ha escluso la proprietà dei terreni alla Baronia di Monti e ha riconosciuto alcunché a favore degli Isoni. Al contrario, la sentenza ha dichiarato improponibile la richiesta di usucapione del fondo formulata dagli Isoni e dalla loro madre».
«Con sentenza del 2009 la corte d’appello di Sassari – aggiunge l’avvocato Stara – ha dichiarato la risoluzione per grave inadempimento contrattuale del contratto d’affitto relativo al vigneto, in essere con Giovanni Isoni dal 1995 e lo ha condannato all’immediato rilascio e al pagamento di canoni arretrati per 258 mila euro». «L’azienda agricola Baronia di Monti – conclude il difensore – è comunque da anni nel possesso di tutti i terreni per cui non si capisce a che titolo gli Isoni pretendano di appropriarsi del sughero. La denuncia dell’illecita estrazione e sottrazione del sughero è stata presentata ai carabinieri di Calangianus contro ignoti. I responsabili sono stati individuati dagli stessi carabinieri che ne hanno riferito all’autorità giudiziaria».
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