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Olbia

“S’iscuru”: tre giorni di festa, ma è polemica

“S’iscuru”: tre giorni di festa, ma è polemica

Protesta l’associazione che gestisce la casa horror: avevamo proposto noi un progetto al Comune

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OLBIA. Le notti dei morti viventi fanno indemoniare chi con l’horror ci lavora. La storia è questa: il Comune ha deciso di organizzare un maxi evento che anticipa la festa di Halloween, ma l’unica associazione che si occupa di spaventare la gente resterà a guardare. L’amministrazione comunale ha infatti da poco presentato «S’iscuru, tre giorni di divertimento da paura», un evento che dal 28 al 31 ottobre coinvolgerà l’intero centro storico con allestimenti, zombie, feste, spettacoli, streetfood e percorsi horror. In tutto spenderà quasi 49mila euro, iva compresa. A organizzarlo sarà la società All Me connection. Ed è così che adesso interviene «Haunted house Anna Red Rose», cioè l’associazione che in zona industriale ha creato una casa horror con comparse in carne e ossa: «Avevamo proposto un progetto molto simile, ma il Comune ci aveva detto che non aveva i soldi».

La polemica di Halloween. Il presidente dell’associazione si chiama Andrea Smaldini. Insieme ad alcuni amici, due anni fa, ha trasformato una vecchia villa in zona industriale in una casa degli orrori, dove dal nulla spuntano uomini e donne mascherati da mostri per spaventare i visitatori. È un gioco che piace e che diverte. «Fin da subito al Comune abbiamo chiesto un minimo di sostegno oppure un edificio abbandonato da allestire, ma non abbiamo mai ricevuto nulla - spiega Smaldini -. Invece un anno fa avevamo proposto al Comune di organizzare un evento nel centro storico in occasione di Halloween, con allestimenti a tema e comparse. Però anche in questo caso ci avevano risposto che mancavano i soldi. Avevamo parlato con l’assessore Marco Balata. Adesso invece scopriamo che il Comune spende 50mila euro per un progetto in gran parte simile al nostro, quando noi avevamo chiesto solo 15mila euro per organizzare il tutto».

La delusione. Il progetto dell’evento «S’iscuru», promosso dall’assessorato al Turismo guidato da Marco Balata, è stato proposto al Comune dalla società All me connection srl. «Si tratta di una società che ha anche una sede a Olbia, ma la sede legale è a Monza - aggiunge Andrea Smaldini -. Noi invece siamo tutte persone del posto, comprese le comparse. Ci dispiace, perché ci aspettavamo un trattamento diverso. Inoltre siamo gli unici in Italia a svolgere un’attività di questo tipo e invece siamo stati snobbati dal comune di Olbia. Per visitare la nostra casa arriva gente addirittura da Cagliari». Smaldini, comunque, è stato contattato dalla società All me connection. «Ci hanno proposto di creare un piccolo allestimento all’interno del loro evento - racconta -. Ma abbiamo detto di no, non ci piace entrare dalla porta di servizio. Tutto questo non è giusto». (d.b.)

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