Nizzi: «No a nuove seconde case, sì al 20% per ampliare gli hotel»

Il sindaco interviene in apertura del convegno sul diritto alla mobilità alla presenza di Renato Soru Chiede la nomina dei componenti del Comitato portuale e la possibilità di potenziare l’offerta turistica

OLBIA. Vederli insieme sul palco, uno al fianco dell’altro, ha un effetto strano. Sarà il tempo che passa o la data delle elezioni dietro l’angolo, ma la sintonia tra Renato Soru e Settimo Nizzi ha quasi del surreale. I due nemici storici non solo hanno reciproche parole di cortesia, ma si trovano d’accordo anche su alcuni punti delicatissimi. Come le seconde case e il consumo del territorio. Il sindaco Nizzi sale sul palco dell’Expo per portare il saluto all’apertura del dibattito sul diritto alla mobilità organizzato dal movimento “Socialisti e democratici”. Un intervento pacato, di apertura al dialogo. Nemmeno la presenza dell’assessore regionale ai Trasporti e capogruppo di opposizione, Carlo Careddu, riesce a turbare la sua calma. Quasi un ritorno al Nizzi diplomatico e serafico della campagna elettorale per le comunali. Il primo cittadino ricorda subito uno dei temi a lui più cari in tema di trasporti. Le nomine all’interno del Comitato portuale, il parlamentino dell’Autorità di sistema, l’ex Autorità portuale.

Comitato portuale. «Servirebbe uno stimolo, un pizzico a chi deve nominare al suo interno i suoi rappresentanti – afferma Nizzi che ha già indicato se’ stesso per rappresentare Olbia –. Abbiamo bisogno di essere governati, poi può piacere o meno essere governati da una certa parte politica. Ma la cosa importante è che si assumano delle decisioni». Nizzi abbandona poi il terreno del diritto alla mobilità per atterrare su uno dei temi più cari all’ex presidente della Regione. La legge urbanistica e il piano paesaggistico. «Noi abbiamo oggi lottato per anni sulla possibilità di dare maggior risposte al turismo in Sardegna – afferma il sindaco –. Una delle risposte che vogliamo dare in termini di sviluppo come territorio, come Olbia, riguarda la possibilità, cosi come era stata l’idea di Soru quando fece il Ppr, nel rispetto delle norme esistenti, di creare occasioni di crescita dell’offerta turistica in termini alberghieri».

No alle seconde case. Ed è in questo momento che il Nizzipensiero e il Sorupensiero incredibilmente si sovrappongono. «Noi non siamo per le seconde case – afferma Nizzi –. Io non sono per le seconde case. Io non voglio tappare tutti gli spazi della città che non abbiamo ancora chiuso. Però voglio dare una risposta in termini di sviluppo alberghiero. È intervenuta la norma che prevede che in tutto il territorio regionale si possano fare ampliamenti del 20% delle strutture alberghiere che si trovano in zona F. Noi a oggi siamo all’8,9%. Vorremo se non raggiungere, almeno avvicinarci a una percentuale che ci permetta di dare servizi superiori. Da una parte ci sono i trasporti, ma la gente che trasportiamo dobbiamo metterla in case decenti, ristrutturate e ristrutturabili, senza consumare altro territorio. Diamo la possibilità al turismo di crescere. Noi ci siamo».



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