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Olbia

Il Cipnes vara il “Piano contro le calamità”

Il Cipnes vara il “Piano contro le calamità”

Il Consiglio di amministrazione approva le regole di protezione civile da attuare in caso di emergenza

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OLBIA. Anche la zona industriale ha il suo Piano di prevenzione e protezione civile. E il suo Coc, che tra i capannoni prende il nome di Poc, Presidio operativo consortile. Un obbligo previsto dalla “Linee guida per la pianificazione comunale e intercomunale di protezione civile” approvate dalla Regione nell’aprile del 2016. Il provvedimento, recepito a sua volta dal Consiglio di amministrazione del Cipnes, prevede l’istituzione di una apposita struttura organizzativa. Dovrà essere in grado di attuare un sistema coordinato di azioni per far fronte alle situazioni di emergenza. Il Poc, così come il Coc, dovrà attivarsi in caso di allerta o in base a specifiche esigenze derivanti da situazioni di emergenza. Il Piano di protezione civile è stato redatto dall’ufficio tecnico del Cipnes. Diverse le funzioni che dovrà attuare. Per ognuna viene individuato un responsabile. Toccherà a lui programmare e pianificare le attività da mettere in campo e coordinare le persone, tre, formate ad agire sia in “tempo di pace” che in emergenza.

Funzione tecnico scientifica. Dare pareri tecnico-scientifici sull’emergenza in atto; coordinare i rapporti con le altre componenti scientifiche per l’interpretazione fisica del fenomeno dei dati forniti dai punti di osservazione e monitoraggio.

Viabilità, immobili, servizi a rete, impianti tecnologici. In caso di emergenza in zona industriale dovranno essere attivate, in sinergia con il Coc, le aree di informazione, attesa e primo soccorso. Verranno eseguiti sopralluoghi per valutare i rischi residui; in rapporto costante con Prefettura, Regione, Provincia e Comune saranno valutate le eventuali richieste di materiali e mezzi. Le ditte che potrebbero essere utili in caso di emergenza dovranno essere attivate e rese operative; toccherà al Cipns occuparsi degli interventi di ripristino delle infrastrutture consortili e della pubblica illuminazione.

Approvvigionamento materiali e mezzi. Passano attraverso questa funzione alcune delicate azioni, come l’organizzazione dei punti strategici; l’eventuale ripristino delle reti di acqua, luce, gas e fogne danneggiate; la ricerca di edifici alternativi in caso di danneggiamento di quelli consortili.

Censimento danni. Una delle ultime fasi del Piano è la conta dei danni a cose, infrastrutture, edifici pubblici, privati e industriali.

Telecomunicazioni. L’insediamento del Poc dovrà avvenire con l’allestimento di una adeguata sede operativa dal punto di vista tecnico, che dovrà garantire l’efficienza della comunicazione e della trasmissione. In tempo di pace dovranno essere organizzate delle esercitazioni e dovrà essere organizzata la pronta reperibilità del personale in caso di emergenza. (se.lu.)

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