Stazione, danni per duecentomila euro
Il bilancio del raid vandalico della baby-gang: caccia ai teppisti mentre è polemica sulla mancata videosorveglianza
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TEMPIO. La stima, per approssimazione, dei danni provocati dal raid vandalico alla stazione ferroviaria di Tempio supera i duecentomila euro. Sarà questa la somma che l’amministrazione comunale, capofila delle parti lese – l’Arst, azienda regionale trasporti che gestisce anche le ex tratte ferroviarie delle vecchie strade ferrate sarde, la Pro Loco di Tempio, per la gestione della vecchia stazione ferroviaria e i suoi immobili, e il privato che gestisce il baretto attiguo alla stazione – chiederà come risarcimento dei danni patrimoniali, oltre a quanto i magistrati assegneranno come danni morali, a coloro che si sono resi responsabili dello scempio di uno dei punti di interesse storico, artistico e culturale della città, la ex stazione ferroviaria della strade ferrate sarde.
Nel frattempo le indagini dei carabinieri, diretti dal capitano Ilaria Campeggio, proseguono per individuare quanti “minorenni”, domenica mattina, hanno preso parte alla inqualificabile azione vandalica che ha distrutto gran parte degli arredi e delle infrastrutture della stazione, danneggiando diversi autobus parcheggiati nel piazzale e il baretto, rimesso in funzione nel giro di una giornata grazie al lavoro di una squadra di operaio pagata dal titolare dell’esercizio commerciale. La finalità con la quale è stata messa a segno la devastate irruzione è da ricercare nella volontà di trovare alternative complementari allo sballo di fine settimana, dove alcol e stupefacenti fanno parte di un rito collettivo che coinvolge schiere di giovanissimi (abbandonati a se stessi) che agiscono senza alcun freno inibitorio o controllo familiare. L’ondata di indignazione popolare scatenata dal raid che corre attraverso i social media, primo tra tutti Facebook, si scontra con la richiesta di un maggior controllo delle strade e dei siti di interesse storico e culturale cittadino attraverso le nuove tecnologie, prima tra tutte la video sorveglianza. Un argomento, questo, che ha trovato la dura opposizione nei banchi della maggioranza dell’ex consiglio comunale, che non diede corso al bando di gara per il sistema integrato di video sorveglianza perché ritenuto, parole delle ex maggioranza «invasivo della privacy dei cittadini». Meglio invece lasciar scorrazzare il branco che, puntualmente, devasta quanto di culturale viene proposto in città. Il lavoro delle forze dell’ordine sarebbe stato notevolmente agevolato se i siti turistico-culturali avessero immortalato le facce di coloro che, impunemente, hanno agito contro il patrimonio pubblico
Nel frattempo le indagini dei carabinieri, diretti dal capitano Ilaria Campeggio, proseguono per individuare quanti “minorenni”, domenica mattina, hanno preso parte alla inqualificabile azione vandalica che ha distrutto gran parte degli arredi e delle infrastrutture della stazione, danneggiando diversi autobus parcheggiati nel piazzale e il baretto, rimesso in funzione nel giro di una giornata grazie al lavoro di una squadra di operaio pagata dal titolare dell’esercizio commerciale. La finalità con la quale è stata messa a segno la devastate irruzione è da ricercare nella volontà di trovare alternative complementari allo sballo di fine settimana, dove alcol e stupefacenti fanno parte di un rito collettivo che coinvolge schiere di giovanissimi (abbandonati a se stessi) che agiscono senza alcun freno inibitorio o controllo familiare. L’ondata di indignazione popolare scatenata dal raid che corre attraverso i social media, primo tra tutti Facebook, si scontra con la richiesta di un maggior controllo delle strade e dei siti di interesse storico e culturale cittadino attraverso le nuove tecnologie, prima tra tutte la video sorveglianza. Un argomento, questo, che ha trovato la dura opposizione nei banchi della maggioranza dell’ex consiglio comunale, che non diede corso al bando di gara per il sistema integrato di video sorveglianza perché ritenuto, parole delle ex maggioranza «invasivo della privacy dei cittadini». Meglio invece lasciar scorrazzare il branco che, puntualmente, devasta quanto di culturale viene proposto in città. Il lavoro delle forze dell’ordine sarebbe stato notevolmente agevolato se i siti turistico-culturali avessero immortalato le facce di coloro che, impunemente, hanno agito contro il patrimonio pubblico
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