La Mendula, bocciato il sequestro
Porto Cervo, l’inchiesta sulla presunta lottizzazione abusiva: il Riesame conferma la decisione del gip
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PORTO CERVO. Il tribunale del riesame di Sassari, presieduto dal vicepresidente di Cassazione Salvatore Marinaro, ha rigettato l’appello, proposto dall’ex capo della procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi, contro il provvedimento di diniego del gip di sequestro penale degli immobili della presunta lottizzazione abusiva di Sa Mendula, nelle campagne tra Arzachena e Porto Cervo.
I legali che rappresentano gran parte dei proprietari di case della lottizzazione rurale (gli indagati sono 46), gli avvocati Agostinangelo Marras, Giancomita Ragnedda, Fabio Varone, Dorotea Fiori, Francesca Pileri e Giuseppe Bardini avevano depositato le loro memorie difensive che ponevano in evidenza la tardività del procedimento penale attivato contro i loro assistiti, ponendo seri dubbi sulla ipotesi di reato che contesta loro il reato di abuso edilizio. «Si tratta – ha spiegato l’avvocato Agostinangelo Marras,– di costruzioni realizzate negli anni che vanno dal 2004 al 2007, tutte regolarmente licenziate dall’ufficio tecnico di Arzachena». Il caso giudiziario coinvolge una ottantina di persone tra proprietari di casa, consulenti tecnici e gli originari proprietari dei terreni frazionai e venduti a lotti ai diversi acquirenti. L’indagine, portata avanti dagli uomini del corpo forestale, aveva portato i ranger regionali a ispezionare, una per una, le ottanta a ville e villette che spiccano, con le piscine, campi da tennis e persino un eliporto, tra il mirto e il granito dei contrafforti di Monte Moro, la montagna che domina su Porto Cervo. L’inchiesta penale sta per giungere alle battute finali con l’invio degli avvisi di conclusa indagine.
I legali che rappresentano gran parte dei proprietari di case della lottizzazione rurale (gli indagati sono 46), gli avvocati Agostinangelo Marras, Giancomita Ragnedda, Fabio Varone, Dorotea Fiori, Francesca Pileri e Giuseppe Bardini avevano depositato le loro memorie difensive che ponevano in evidenza la tardività del procedimento penale attivato contro i loro assistiti, ponendo seri dubbi sulla ipotesi di reato che contesta loro il reato di abuso edilizio. «Si tratta – ha spiegato l’avvocato Agostinangelo Marras,– di costruzioni realizzate negli anni che vanno dal 2004 al 2007, tutte regolarmente licenziate dall’ufficio tecnico di Arzachena». Il caso giudiziario coinvolge una ottantina di persone tra proprietari di casa, consulenti tecnici e gli originari proprietari dei terreni frazionai e venduti a lotti ai diversi acquirenti. L’indagine, portata avanti dagli uomini del corpo forestale, aveva portato i ranger regionali a ispezionare, una per una, le ottanta a ville e villette che spiccano, con le piscine, campi da tennis e persino un eliporto, tra il mirto e il granito dei contrafforti di Monte Moro, la montagna che domina su Porto Cervo. L’inchiesta penale sta per giungere alle battute finali con l’invio degli avvisi di conclusa indagine.
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