Estorsione, due imprenditori a giudizio
Alessandro Marini e Gianni Bardanzellu tentarono di inserirsi nella trattativa di vendita del Mater Olbia al Qatar
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OLBIA. Saranno processati per la tentata estorsione in danno della Sardinia Healthcare and Reserch proprierties Srl e della amministrazione giudiziale della fonda zione Monte Tabor (l’ex San Raffaele) il sedicente imprenditore di Codrongianus Alessandro Marini, 42 anni e il suo socio in affari Pier Luigi Bardanzellu, 59 anni di Olbia. Lo ha deciso ieri il gup del tribunale di Tempio Giuseppe Grotteria che ha rinviato a giudizio i due imputati davanti al collegio giudicante che li processerà il 21 febbraio prossimo. Alessandro Marini, assistito dagli avvocati Pierfrancesco Bruno e Mario Rosati (Bardanzellu è difeso dagli avvocati Franco Luigi Satta e Francesco Delitala) dovrà rispondere anche di calunnia nei confronti dei dipendenti di due società, la Tecnoverde Srl e Ol Securpol di Olbia. La vicenda che ha portato i due davanti ai magistrati penali è relativa alla tentata estorsione portata avanti ai danni della società qatariota, che si è costituita parte civile con l’avvocato Angelo Merlini, e l’amministrazione del Monte Tabor, rappresentata dal penalista sassarese Agostinangelo Marras, per «aver messo in discussione la titolarità dei diritti reali, inesistenti nella realtà, e messo in discussione la titolarità di vasti terreni confinanti con quelli sui quali insiste l’imponente struttura dell’ospedale ex San Raffaele, ora Mater Olbia, costringendo gli acquirenti qatarini ad omettere, in data 26 maggio 2015, la stipula del rogito di acquisto del sito ex San Raffaele e dei terreni confinanti e tentavano di costringere gli stessi ad incaricarli a svolgere attività di intermediazione con imprese edili per l’esecuzione di lavori nell’area dell’ex ospedale. In particolare il Marini – è scritto nel capo d’imputazione – dopo aver persuaso il custode con promessa di facili guadagni redigeva una scrittura privata (ideologicamente falsa) con Luigi Mulas, custode dei terreni dell’ex San Raffaele, di promessa di vendita del possesso dei citati terreni confinanti, trascrivendo il verbale di deposito di detta scrittura privata nella conservatoria dei registri immobiliari in modo da creare illegittimamente una trascrizione pregiudizievole». Il caso balzò sulla cronaca nazionale dopo che Alessandro Marini, nel corso di una conferenza stampa da lui indetta, si attribuì la presidenza di una società che rappresentava, a suo dire, una decina di società di servizi che avrebbero dovuto lavorare nell’area del “Mater Olbia”. Le denunce dei rappresentanti del Qatar e dell’allora sindaco di Olbia Gianni Giovannelli avviarono l’inchiesta condotta dall’ex capo della Procura della Repubblica di Tempio Domenico Fiordalisi. Il quale dispose una perquisizione domiciliare nella villa di Codrongianus di Alessandro Marini il quale, alla viste dai lampeggianti delle auto di carabinieri e guardia di finanza, si diede alla fuga. «Pensavo fossero delinquenti che mi volevano fare del male», si giustificò l’uomo alcuni giorni dopo. (g.p.c.)
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