La Nuova Sardegna

Olbia

L’Ichnusa spegne i motori sono a rischio 14 stagionali

di Walkiria Baldinelli

Santa Teresa, da novembre ad aprile sospesi i collegamenti con Bonifacio Unidos all’attacco: salvaguardare i posti di lavoro e l’economia dei due territori

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SANTA TERESA. La Blu Navy batte in ritirata con l'Ichnusa: «Non ci sono i numeri per garantire i collegamenti sulla rotta Santa Teresa-Bonifacio anche da novembre ad aprile», aveva dichiarato pochi giorni fa la compagnia di navigazione sciogliendo gli ormeggi dal porto Longonsardo. Secondo il deputato di Unidos Mauro Pili, dal 2 novembre la nave che serve la rotta tra le località transfrontaliere sarà messa a riposo. «Gli ex lavoratori della Saremar assorbiti dalla Blu Navy saranno licenziati come da comunicazione appena trasmessa», dice il coordinatore dell'alta Gallura, Gianni Usai. Per il partito indipendentista è l'ennesimo fallimento della politica dei trasporti. Lo spettro dei licenziamenti dei 14 dipendenti stagionali mobilitano il deputato sardo e il coordinatore gallurese che suonano la carica: «Siamo pronti a dure azioni di protesta con i cugini corsi, vanno salvaguardati i posti di lavoro e l'economia delle due sponde dello stretto di Bonifacio. Con un'interrogazione parlamentare chiediamo al ministro dei trasporti se ritenga di dover assumere iniziative per garantire il mantenimento del servizio e dei livelli occupazionali attraverso la continuità territoriale tra le due comunità isolane – dichiara Pili -. E se intenda portare avanti iniziative per garantire stabilità ai lavoratori ex Saremar». Issata a ogni blitz di protesta, la bandiera di Unidos, come annunciato da Usai, a breve sventolerà nelle acque internazionali che separano Sardegna e Corsica. «Da anni alimentiamo i venti di guerra che soffiano sul settore dei trasporti marittimi perché va spezzato il monopolio sui mari della Sardegna della Moby line a scapito del servizio e della concorrenza – sottolinea Pili -. L'Ichnusa della compagnia Blu Navy dal 2 novembre sarà messa in disarmo, forse sino ad aprile del prossimo anno». Commenta Usai: «C'è solo la Giraglia della Moby a garantire i collegamenti tutto l'anno, una nave che, a differenza dell'Ichnusa, non è stata costruita per solcare l'insidioso braccio di mare delle Bocche di Bonifacio. Basta contare il numero delle volte in cui è stata costretta a stop forzati e ai disagi subiti dai passeggeri: turisti e imprenditori, perché la rotta è anche commerciale». La Blu Navy è in attesa del perfezionamento del bando internazionale per l'assegnazione definitiva della linea sardo-corsa, che viaggia a rilento. Ma nonostante l'incremento del 29% registrato da aprile a metà ottobre per il collegamento tra Sardegna e Corsica non si profilano novità. «Non ci sono i numeri per garantire il servizio annuale», aveva sottolineato anche lo scorso anno la compagnia. Incalza Usai: «Bisogna reagire con forza. È l'ennesimo fallimento delle politiche regionali dei trasporti – dichiara -. La tratta Santa Teresa-Bonifacio è sempre stata un servizio pubblico, interromperlo, come è stato fatto negli ultimi tempi, per lasciarlo in mano a un solo operatore privato è inaudito. In attesa del famigerato bando internazionale, perché nessuno chiede anche alla Blu Navy di garantire il servizio tutto l'anno? Nelle casse della compagnia risulterebbe un cospicuo utile a sei cifre proprio su questa rotta, così si avrebbe almeno un duopolio». Aggiunge Pili: «Blu Navy lascerà la tratta per oneri gestionali non sopportabili soprattutto in concorrenza con un’altra compagnia che usa di fatto a piene mani contributi pubblici, non possiamo rimanere impassibili alla notizia dell'interruzione del collegamento».

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