La Nuova Sardegna

Olbia

Provincia Gallura il secco no del Pci alla ricostituzione

di Angelo Mavuli
Provincia Gallura il secco no del Pci alla ricostituzione

La sezione tempiese si schiera contro la proposta di legge: Biancareddu succube di Nizzi, nessun beneficio per la città

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TEMPIO. All’indomani dell’incontro a Cagliari di una delegazione gallurese con la commissione regionale Autonomia per chiedere la ricostituzione della Provincia Olbia-Tempio, così come richiesto da una proposta di legge firmata dai consiglieri regionali Giuseppe Meloni (primo firmatario), da Giuseppe Fasolino, da Pierfranco Zanchetta e da Giovani Satta, si alza forte, con un lungo comunicato il diniego a tale ipotesi da parte della sezione tempiese del Partito comunista Italiano che afferma “di schierarsi contro tale sciagurata ipotesi”.

Biancareddu succube. «Assistiamo increduli - dice la nota - all’assurda battaglia contro Sassari, intrapresa personalmente da Andrea Biancareddu, senza nessuna consultazione con la città e seguendo invece, come un fedele e succube scudiero, le direttive di Settimo Nizzi, sindaco di Olbia. A cui non parrebbe vero di vedere nuovamente in funzione la Provincia del Nord-Est, con Olbia capoluogo e la città di Tempio relegata, così come in un recente passato, a rincorrere le briciole o a protestare per l’inadempienza di tutti gli accordi di Governo del territorio. A cominciare, ad esempio, dalle mancate riunioni del consiglio provinciale nella nostra città».

Memoria Corta. «Andrea Biancareddu - prosegie il comunicato -, sta continuando a dimostrare anche in questa occasione di avere la memoria corta e di voler perseguire un suo personalissimo e forse ambìto sogno politico. Noi consideriamo questo atteggiamento assurdo e fuori da ogni logica democratica. Un sindaco che dice di parlare a nome della sua città, dovrebbe prima di tutto incontrare i propri concittadini, fare finalmente le promesse assemblee pubbliche e non le blindatissime conferenze stampa in cui esalta i suoi mirabolanti successi e attacca chi non la pensa come lui».

Quali benefici. Il comunicato del Pci continua chiedendo a Biancareddu di «illustrare pubblicamente e democraticamente, (accettando anche il parere degli altri), i benefici che deriverebbero a Tempio tornando sotto il tallone di Olbia».

Ente fallimentare. «Biancareddu - va avanti il Pci -, sa benissimo che la maggior parte dei tempiesi non si vuole staccare da Sassari, e non ha intenzione di fare una battaglia per rimettere in piedi un ente fallimentare come l'ex provincia Olbia-Tempio, distintasi solo per le spese mastodontiche cagionate alla comunità in pochi anni della sua esistenza, causa di spaccature sul territorio e capace di accentrare tutti i servizi in un sola città. Spiace che Biancareddu abbia confuso il ruolo attuale del sindaco con quello di sindaci di tempi fortunatamente passati, e capiamo anche che un appoggio politico di Forza Italia per chi magari aspira a candidarsi al Senato e alla Regione sia una ghiotta occasione. Questo però non giustifica la svendita della città».

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