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Olbia

Depressione: prevenirla a scuola

Depressione: prevenirla a scuola

Il convegno al Mossa. Meloni: «I giovani oggi appaiono spesso fragili e incerti»

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OLBIA. La prevenzione si fa a scuola, anche quando si parla di depressione. Un tema tanto forte quanto delicato, di cui i giovani studenti olbiesi parlano con grande maturità. Lo si è visto giovedì scorso nell’aula magna del liceo Mossa, dove gli alunni del triennio di Scienze umane, hanno ascoltato con attenzione una lezione speciale tenuta da esperti e interagito con coinvolgimento e disinvoltura per saperne di più. Molte le domande formulate per scoprire meglio la patologia: i ragazzi hanno chiesto quali fossero i sintomi, hanno voluto sapere quanto possa durare un periodo di depressione e il tipo di terapia da seguire, lasciando poi l’aula magna consapevoli e convinti che di depressione si guarisce.

L’incontro è stato organizzato in occasione della giornata europea sulla depressione dall’Ats Sardegna con il patrocinio del ministero della Salute e del Comune di Olbia. Ma c’è una cosa importante da dire: l’appuntamento si è svolto per la prima volta in assoluto nelle scuole sarde, rispetto ad altre regioni della Penisola dove l’argomento è già da tempo entrato tra i banchi. Tra i relatori anche l’antropologo Bachisio Bandinu che ha incantato la platea con un intervento storico, concentrandosi poi su malinconia e creatività. Mentre Giorgio Rovasio, psichiatra a Sassari, ha attirato l’attenzione dei ragazzi parlando di quelli che sono i disturbi causati dai social network.

«La generazione degli adolescenti di oggi è fragile, a volte insicura, piena di incertezze - ha spiegato Maria Efisia Meloni, psichiatra della Assl di Olbia e direttrice scientifica dell’incontro -. Ecco perché bisogna considerare l’adolescenza una tappa fondamentale per la riorganizzazione dell’identità delle persone. Spesso questa nuova generazione soffre di problematiche legate alla droga o alla dipendenza dai social e deve combattere contro fenomeni come bullismo e cyberbullismo. Ma la cosa importante è parlarne per poi trovare soluzioni. I ragazzi del Mossa si sono dimostrati davvero maturi e hanno accolto questo convegno favorevolmente. Prima di loro, ovviamente, è stato il dirigente scolastico Gigi Antolini a spalancare le porte della scuola per affrontare un argomento che deve essere conosciuto e affrontato in modo corretto anche dai giovani. E’ andata molto bene, il dibattito è stato partecipato e questo deve essere uno stimolo per farci proseguire su questa strada cercando, per il futuro, di coinvolgere tutti gli istituti superiori della città».

Maria Efisia Meloni ha poi parlato delle differenze che ci sono tra i sintomi veri e propri della depressione e la tristezza o la malinconia «che invece possono essere legate a un lutto, a un evento negativo, a problematiche stressanti». Infine, grande attenzione è stata data alle emozioni che si vivono e che fanno parte della depressione, come la colpa o la vergogna. (s.p.)

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