La Nuova Sardegna

Olbia

Tempio, incursione nella sacrestia della chiesetta campestre di La Trinitai

di Angelo Mavuli
Tempio, incursione nella sacrestia della chiesetta campestre di La Trinitai

Vandali armati di martello e punteruolo hanno scardinato la porta e rubato gli arredi delle feste

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TEMPIO. A distanza di due mesi esatti dall’oltraggio sacrilego cui era stata fatta oggetto, (assieme a quella di Mezaustu poco distante), la chiesa di La Trinitai dedicata alla Santissima Trinità è stata nuovamente presa di mira. Questa volta non con fini sacrileghi come la volta precedente, ma con modalità totalmente diverse e con finalità ancora oscure e al vaglio dei carabinieri che stanno indagando per venire a capo di una situazione comunque grave e antipatica. Ad essere danneggiata questa volta è stata la sacristia o per essere ancora più precisi la porta del piccolo locale a cui si accede da una stretta porticina posta dietro l’altare. Divelta la porta con molta fatica, usando probabilmente scalpelli e mazze di ferro, i ladri o il ladro si sarebbe allontanato senza apparentemente avere portato via nessun oggetto.

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«Dal sopralluogo effettuato – dice il presidente dell’associazione Santissima Trinità, Massimiliano Maisto, che cura la chiesetta – abbiamo visto che non è stato portato via alcunché. E comunque un fatto grave che ci turba come associazione. Se a qualcuno non piace quanto facciamo per preservare questa chiesetta storica della nostra città, a noi dispiace. Ci piacerebbe tanto capire ed anche parlare con questa o con queste persone».

Rammaricato anche monsignor Giovanni Maria Pittorru, parroco di San Giuseppe, parrocchia dalla quale la piccola chiesa dipende, che domenica scorsa aveva anche proceduto alla “benedizione riparatrice”, cerimonia che si attua appunto in presenza di violazione sacrilega. In questo caso nessuno parla di sacrilegio, tanto meno i carabinieri della Compagnia di Tempio che, coordinati dal capitano Ilaria Campeggio, hanno dato il via alle indagini per arrivare a capo di questo episodio. Sconcertata l’intera città che anche sui media ha espresso rammarico e preoccupazione per l’arretratezza culturale di taluni, incuranti dei beni pubblici, da secoli esposti alla pubblica fede e mai oltraggiati.

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L’atto sacrilego contro La Trinitai e Mezaustu era stato compiuto in pieno giorno il 7 agosto scorso. In quell’occasione l’autore o gli autori del gesto avevano preso di mira l’effige della Santissima Trinità, le statue di due Madonne, a cui avevano segato la mano destra, tentando anche di bruciarle e altre immagini religiose appese alle pareti. Nella chiesetta di Mezaustu prima di allontanarsi sul registro delle firme, posto accanto all’ingresso, era stato scritto un messaggio delirante. “Contro l’idolatria e contro il culto degli idoli. Si ritorni al culto di Dio.” Lo stesso messaggio fu rinvenuto qualche giorno dopo il fatto, anche nella chiesa di La Trinitai, da dove, evidentemente disturbato o disturbati, gli autori del messaggio si erano dovuti allontanare in gran fretta. La Trinitai, recentemente è entrata nel novero delle chiese campestri destinate al restauro, nell’ambito del Bando territoriale La Città di Paesi della Gallura.
 

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