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Olbia

La grande festa per Zia Annita

La grande festa per Zia Annita

Monti, ha compiuto cento anni. «Vita sana, niente vizi e ancora curo la vigna»

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MONTI. Il paese in festa per i cento anni di zia Annita Lutzu, nata il 25 ottobre 1917, proprio il giorno in cui Monti festeggia il patrono San Gavino martire. È la quinta montina, negli ultimi cinque anni, a tagliare il traguardo del secolo di vita dopo, Peppino Fresu, Antonio Isoni, Teresa Sanna-Lutzu e Maria Satta (104 anni, vive fra San Teodoro e Buddusò) che fanno di Monti paese dei centenari. Nata da famiglia agiata, i genitori Giovanni Vittorio e Mattia possedevano un piccolo emporio, frequentò la scuola elementare sino alla quinta classe, poi a malincuore dovette abbandonare gli studi per dare una mano alla famiglia.

Cresciuta in un ambiente sano, educata al rispetto dei lavori e alla fede cristiana: sin da giovanissima, mostrò nella conduzione del negozio familiare solidarietà aiutando tanti compaesani che vivevano in ristrettezze economiche. Ma sottolinea, «tutto quello che di bene ho fatto mi è stato restituito». Da adulta divenne socia Avis, per le oltre cinquanta donazioni di sangue ricevette la medaglia d'oro. L’associazione nella circostanza le ha donato una A d'oro come Annita, Avis e altruismo che l'ha sempre contraddistinta. Donna speciale, più che autosufficiente, non dimostra assolutamente il secolo di vita, tanto che spesso viene scambiata per una persona più giovane. Alla domanda sulla sua longevità risponde: «Ho condotto una vita meticolosa, morigerata, niente vizi, ne eccessi alimentari, solo sana dieta mediterranea. Presto a letto e mi alzo di buon mattino. Vivo sola, mi programmo la giornata, a piedi mi reco nel mio podere in campagna, un vigneto con casa, a circa un chilometro dal paese, faccio un giretto, raccolgo frutti di stagione che porto a casa. Rientrata in paese faccio la spesa e preparo il pranzo. Al pomeriggio vado in chiesa: rosario e messa. Ogni giorno – conclude – visito i parenti che mi vorrebbero con loro, ma non rinuncio alla mia indipendenza. Nei momenti di relax tengo allenata la mente con i cruciverba e nella recente festa dall'anziano ho anche ballato!».

Fra le curiosità della vita: la madre Mattia morì il giorno del suo centesimo compleanno. Per la rara capacità di ricordare è considerata in paese la memoria storica: intervistata da studiosi, giornalisti, con apparizioni in tv e sui social network, ricorda le tradizioni popolari, rievoca vicende paesane e aneddoti sui compaesani.

È stata festeggiata due volte: il 25 in famiglia, il 29 con la comunità. In entrambi i casi ha assistito a messe, al termine delle quali ha ricevuto attestati di stima da Papa Francesco, il vescovo Melis, il parroco don Sini, il sindaco Mutzu, Avis, Confraternita, Caritas, Pro loco, comitati Fedales '71, '72 e tantissima gente. Nella messa di ringraziamento per i suoi 100 anni, del 29 ottobre, solennizzata dalla Confraternita, è salita sul pulpito, con naturalezza e senza occhiali ha letto un passo dalla liturgia della parola. Al termine del rito ha invitato tutti all'oratorio per la grande festa alla quale hanno partecipato centinaia di compaesani. Prima ha spento le candeline, presenti cognata, parenti, nipoti e pronipoti, poi ha tagliato la grande torta sulla quale era scritto "auguri Annita" ai quali ci associamo con "A medas annos". (g.m.)

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