Siccità, nasce il comitato di irrigazione
È stato costituito da alcuni imprenditori agricoli di Berchidda, Oschiri e Monti. Già informati i Comuni
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BERCHIDDA. La drammatica situazione del mondo agricolo, stretto tra ricorrenti siccità, assenza di adeguate infrastrutture di servizio, valore della produzione che spesso non riesce a coprire i costi e peso della burocrazia, ha spinto un folto gruppo di imprenditori agricoli di tre paesi a creare un Comitato che si popone l'obiettivo di aggredire il problema della mancanza di irrigazione nell’agro dei Comuni di Berchidda, Oschiri e Monti. Senza acqua non c'è vita e, così, il futuro del settore agricolo (ma non solo) è sempre più fortemente a rischio.
Dal Comitato fanno sapere che mancano le infrastrutture irrigue nonostante le risorse idriche apportate dal territorio siano più che sufficienti per coprire gli attuali e futuri fabbisogni per tutti gli usi. «Soltanto se si raccogliesse tutta l’acqua meteorica e la si distribuisse evitando gli sprechi, saremo già a buon punto», dichiara Fausto Sanna, imprenditore agricolo di Berchidda.
I promotori dell’iniziativa hanno già mosso i primi passi e dopo le prime riunioni hanno indirizzato una nota ai sindaci dei tre paesi interessati e al Presidente del Consorzio di bonifica per informarli della nascita del Comitato chiedendo il loro sostegno e la loro collaborazione, consapevoli che solo i soggetti più direttamente interessati: gli imprenditori agricoli possono assicurare alla battaglia per l’acqua la forza e, soprattutto, la continuità necessaria, non sempre possibile da parte delle amministrazioni comunali impegnate su più fronti nel dare risposte alle esigenze dei cittadini.
«Se alla mancanza dell’irrigazione si aggiungono la cronica difficoltà di aggregare l’offerta e una politica di sostegno pubblico caratterizzata più da misure assistenziali che da strategie di lungo respiro - continua Sanna - si capisce meglio l’esigenza di giocare in prima persona la difficile partita superando le spinte municipalistiche con una visione di sviluppo che comprenda un’area più vasta dell’agro dei singoli comuni». A breve, inoltre, il nascente comitato darà vita ai primi passi di un percorso che si annuncia lungo e non privo di ostacoli da superare, ma che è anche quello decisivo se si vuole evitare il crollo di un settore economico vitale per il territorio. Le basi ci sono, ora bisogna lavorare in sincronia tra pubblico e privato. (s.d.)
Dal Comitato fanno sapere che mancano le infrastrutture irrigue nonostante le risorse idriche apportate dal territorio siano più che sufficienti per coprire gli attuali e futuri fabbisogni per tutti gli usi. «Soltanto se si raccogliesse tutta l’acqua meteorica e la si distribuisse evitando gli sprechi, saremo già a buon punto», dichiara Fausto Sanna, imprenditore agricolo di Berchidda.
I promotori dell’iniziativa hanno già mosso i primi passi e dopo le prime riunioni hanno indirizzato una nota ai sindaci dei tre paesi interessati e al Presidente del Consorzio di bonifica per informarli della nascita del Comitato chiedendo il loro sostegno e la loro collaborazione, consapevoli che solo i soggetti più direttamente interessati: gli imprenditori agricoli possono assicurare alla battaglia per l’acqua la forza e, soprattutto, la continuità necessaria, non sempre possibile da parte delle amministrazioni comunali impegnate su più fronti nel dare risposte alle esigenze dei cittadini.
«Se alla mancanza dell’irrigazione si aggiungono la cronica difficoltà di aggregare l’offerta e una politica di sostegno pubblico caratterizzata più da misure assistenziali che da strategie di lungo respiro - continua Sanna - si capisce meglio l’esigenza di giocare in prima persona la difficile partita superando le spinte municipalistiche con una visione di sviluppo che comprenda un’area più vasta dell’agro dei singoli comuni». A breve, inoltre, il nascente comitato darà vita ai primi passi di un percorso che si annuncia lungo e non privo di ostacoli da superare, ma che è anche quello decisivo se si vuole evitare il crollo di un settore economico vitale per il territorio. Le basi ci sono, ora bisogna lavorare in sincronia tra pubblico e privato. (s.d.)
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