Le strade complanari restano un sogno: il comitato in trincea
Su Trambuccone, Corroncedda e Lattalaì ancora prigionieri A luglio la firma per dare il via ai cantieri sulla Sassari–OIbia
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OLBIA. Le ruspe non si vedono neanche all’orizzonte. E così il comitato dei cittadini è costretto a tornare in trincea, dopo nemmeno quattro mesi di tregua. Il tratto di campagna tra Olbia ed Enas, lungo il lotto 8 della quattro corsie che porta a Sassari, è ancora un labirinto di strade polverose e ponti che non ci sono più. Chi vive e lavora nelle zone di Su Trambuccone, Corroncedda e Lattalai è ancora obbligato a perdersi nelle strade complanari in sterrato e a guadare addirittura il rio Enas. Eppure la svolta sembrava a un passo.
A luglio, dopo un’attesa da record, era arrivata la firma da parte del Comitato di coordinamento interministeriale. Un via libera che aveva di fatto autorizzato la spesa dei 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione per asfaltare una ventina di chilometri di strade complanari e ricostruire il ponte sul fiume Enas, al posto di quello distrutto dall’alluvione del 2013.
Di nuovo in trincea. Il comitato Complanari Olbia-Sassari annuncia nuove battaglie. «La firma da parte del Comitato di coordinamento pare non abbia smosso le acque stagnanti dei lavori sulle complanari e sul fiume Enas – dicono dal comitato –. L’Anas ci ha fatto diverse promesse a voce. Ci aveva detto che i lavori sarebbero iniziati entro ottobre, poi entro novembre. Noi abbiamo però molti dubbi sulla bontà di queste promesse e non ci spieghiamo, oltre il ritardo, il grande silenzio che è calato sugli appalti in questione. Passata l’estate, speravamo in qualche segnale positivo». Il comitato dei cittadini non intende mollare la presa. «Siamo vigili e non lasceremo niente di intentato per far sentire la nostra voce, chiamando i componenti del comitato a forme di protesta civile ma ferma e determinata per raggiungere l’obiettivo – continuano i cittadini –. Busseremo ancora alle porte della Regione e dell’Anas per far sentire tutte le nostre argomentazioni». Il lungo disagio. La situazione è snervante. Il disagio colpisce circa 400 persone. Il tratto di quattro corsie del lotto 8, infatti, è privo di svincoli per accedere alle case e ai terreni ai lati della nuova strada. Di conseguenza, l’unica alternativa è imboccare le stradine complanari, all’ingresso di Olbia oppure allo svincolo di Enas. Addirittura c’è chi è costretto ad allungare il percorso anche di 10 chilometri prima di arrivare a destinazione. E come se non bastasse, attualmente le complanari sono più che altro delle vecchie mulattiere, polverose, piene di buche e senza illuminazione. Inoltre il ponticello secondario sul rio Enas non esiste più dall’alluvione. Quando il livello dell’acqua lo permette, l’unico modo per accorciare il tragitto è guadare il fiume con l’auto. (d.b.)
A luglio, dopo un’attesa da record, era arrivata la firma da parte del Comitato di coordinamento interministeriale. Un via libera che aveva di fatto autorizzato la spesa dei 10 milioni di euro già stanziati dalla Regione per asfaltare una ventina di chilometri di strade complanari e ricostruire il ponte sul fiume Enas, al posto di quello distrutto dall’alluvione del 2013.
Di nuovo in trincea. Il comitato Complanari Olbia-Sassari annuncia nuove battaglie. «La firma da parte del Comitato di coordinamento pare non abbia smosso le acque stagnanti dei lavori sulle complanari e sul fiume Enas – dicono dal comitato –. L’Anas ci ha fatto diverse promesse a voce. Ci aveva detto che i lavori sarebbero iniziati entro ottobre, poi entro novembre. Noi abbiamo però molti dubbi sulla bontà di queste promesse e non ci spieghiamo, oltre il ritardo, il grande silenzio che è calato sugli appalti in questione. Passata l’estate, speravamo in qualche segnale positivo». Il comitato dei cittadini non intende mollare la presa. «Siamo vigili e non lasceremo niente di intentato per far sentire la nostra voce, chiamando i componenti del comitato a forme di protesta civile ma ferma e determinata per raggiungere l’obiettivo – continuano i cittadini –. Busseremo ancora alle porte della Regione e dell’Anas per far sentire tutte le nostre argomentazioni». Il lungo disagio. La situazione è snervante. Il disagio colpisce circa 400 persone. Il tratto di quattro corsie del lotto 8, infatti, è privo di svincoli per accedere alle case e ai terreni ai lati della nuova strada. Di conseguenza, l’unica alternativa è imboccare le stradine complanari, all’ingresso di Olbia oppure allo svincolo di Enas. Addirittura c’è chi è costretto ad allungare il percorso anche di 10 chilometri prima di arrivare a destinazione. E come se non bastasse, attualmente le complanari sono più che altro delle vecchie mulattiere, polverose, piene di buche e senza illuminazione. Inoltre il ponticello secondario sul rio Enas non esiste più dall’alluvione. Quando il livello dell’acqua lo permette, l’unico modo per accorciare il tragitto è guadare il fiume con l’auto. (d.b.)
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