Olbia, nuovo esposto in procura sulla discarica di Spiritu Santu
Non si ferma la battaglia di Murta Maria e Porto San Paolo: "Estate da incubo per i miasmi"
OLBIA. Reduci da una stagione turistica ammorbata dai miasmi, i cittadini di Murta Maria e Porto San Paolo continuano più agguerriti di prima la loro battaglia contro la discarica di Spiritu Santu. Dopo aver denunciato «a tutte le istituzioni competenti con poteri di intervento e di controllo il disagio subito da anni, senza mai ottenere risposta e alcun beneficio», rimarca il presidente del comitato della frazione olbiese, Corrado Varrucciu, i cittadini hanno deciso di rivolgersi ancora una volta alla Procura di Tempio.
Esposto in Procura. In un esposto di otto pagine – il secondo nel giro di un anno – raccontano la loro crociata contro l’impianto del Cipnes, l’incubo miasmi che perseguita a tutte le ore i residenti e danneggia il turismo, il nuovo progetto di ampliamento della discarica e la realizzazione di un biodigestore anaerobico che il Cipnes vuole costruire, ma anche il disinteresse dimostrato finora dalle istituzioni verso il problema sollevato dalle due comunità a vocazione turistica. La richiesta è sempre e solo una: chiudere la discarica e spostarla altrove.
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«Questa estate la situazione è ulteriormente peggiorata, i miasmi acidi più che mai, hanno raggiunto livelli di intensità e durata mai percepiti prima – spiega Varrucciu – Tempo fa erano limitati nel tempo: solitamente si avvertivano la mattina presto e la sera tardi. Ora non ci si sono più orari. Arrivano folate da far venire il voltastomaco in qualsiasi momento della giornata. È un danno pesantissimo per la nostra economia: per tutta l’estate i turisti si sono lamentati con gli albergatori di Murta Maria e Porto San Paolo, è diventato difficile anche affittare e vendere appartamenti. Chi riesce, deve tenere nascosto all’acquirente il problema». Una convivenza sempre più impossibile.
Ampliamento sospeso. Inascoltate finora le proteste dei cittadini, senza esito i “viaggi della speranza” in Regione. Per contro, Cipnes e Comune marciano uniti per realizzare un maxi intervento di ammodernamento dell'impianto consortile per un valore complessivo di oltre 20 milioni di euro che prevede, tra i lavori più importanti, la realizzazione di un biodigestore anaerobico, progetto attraverso il quale si intende mettere fine all'incubo miasmi producendo biogas che opportunamente trattato diventerà biometano da immettere nella rete del gas cittadino. L’intervento è contestato dai cittadini. Che la discarica non la vogliono proprio. Ma l’ampliamento dell’impianto pare abbia subìto uno stop. «L’abbiamo scoperto durante un incontro con un funzionario della Provincia – spiega ancora il presidente del comitato di Murta Maria – Un confronto durato ben tre ore e con carte alla mano. Abbiamo saputo che il 27 aprile la Regione ha sospeso il progetto di ampliamento dando tempo al Cipnes di ripresentarlo, ridimensionato, entro il 31 dicembre. Se non verrà ripresentato, decadrà».
Il comitato contesta duramente l’iniziativa del Cipnes e del Comune «portata avanti senza tenere minimamente conto dei disagi dei cittadini», e la recente visita fatta dal sindaco Settimo Nizzi in Friuli, dove ha visitato l’impianto a biogas di Codroipo in vista dell’apertura del nuovo impianto a Spiritu Santu.
«Ricordiamo al sindaco che Codroipo non è una località a vocazione turistica come invece lo sono Murta Maria e Porto San Paolo – rimarca Varrucciu – Lì c’è un impianto da 31mila tonnellate di rifiuti l’anno, qui, in un contesto di alto valore ambientale si vuole realizzare un impianto da 150mila tonnellate l’anno».
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