Per l’archeologo è un raggio di luce in un’epoca buia
L’archeologo Agostino Amucano lo dice chiaro e tondo. «Il castello di Sa Paulazza è un meraviglioso squarcio di luce in un’epoca buia, in un periodo per noi quasi sconosciuto - spiega -. E non...
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L’archeologo Agostino Amucano lo dice chiaro e tondo. «Il castello di Sa Paulazza è un meraviglioso squarcio di luce in un’epoca buia, in un periodo per noi quasi sconosciuto - spiega -. E non dimentichiamoci che si tratta della testimonianza di edilizia militare bizantina più importante del Mediterraneo occidentale. Non ci sono altre strutture di questo tipo e così ben conservate». Amucano, archeologo con molti studi alle spalle e oggi professore della scuola media di Golfo Aranci, nella sua tesi di dottorato si era concentrato sull’età bizantina per quanto riguarda la zona centro-nord della Sardegna. E il castello di Sa Paulazza aveva naturalmente trovato grande spazio. «Il castello è in buona parte integro, ci sono ancora i merli e i camminamenti di ronda - spiega l’archeologo -. Dal momento del suo abbandono, non è più stato utilizzato né modificato. Quindi oggi lo vediamo quasi come lo hanno lasciato». Secondo Amucano, il castello di Sa Paulazza è stato costruito in pochissimo tempo da abili professionisti dell’epoca. «Sicuramente non è stato progettato da persone del posto - sostiene l’archeologo -. E quindi c’è la firma di architetti venuti da fuori e dalle straordinarie capacità costruttive. In altre parole, il castello è stato commissionato dal potere centrale dell’impero. Un’altra cosa eccezionale è che, per la costruzione, è stata usata una enorme quantità di calce. Solo un impero poteva fare tutto questo». La storia dell’area di Mont’a Telti, comunque, è più antica del castello di Sa Paulazza di qualche millennio. «Per realizzare il castello è stato smontato un edificio dell’età del rame, probabilmente un grosso villaggio fortificato» conferma Agostino Amucano. A giocare un ruolo importante il punto strategico e anche la presenza di alcune fonti d’acqua alla base della collina. (d.b.)
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