Olbia, ufficio del lavoro: tutti in fila all'alba
Protesta dei lavoratori stagionali davanti all'ingresso del Csl: "Qui dalle 4 del mattino"
OLBIA. Mustafà si allontana velocemente dal grande edificio di via Piemonte che ospita il centro per l’impiego. Ha la faccia stanca. «Sono qui dalle 4 del mattino – racconta – Sono venuto ieri alle 6 e c’erano già 130 persone in fila. Sono dovuto andare via. Era inutile rimanere: fanno entrare un centinaio di persone al giorno. Così oggi ho deciso di venire prima». Infila la mano in tasca e tira fuori il numeretto: alle 4 del mattino era riuscito a “conquistare” il 46. Ma c’è anche chi è arrivato in via Piemonte dal giorno prima, trascorrendo la notte in macchina.
Scene incredibili che si ripetono ogni giorno da fine settembre nelle sedi del centro per l’impiego di Olbia e Palau, e che hanno, loro malgrado, come protagonisti l’esercito dei lavori stagionali. All’ex ufficio di collocamento ci devono andare per regolarizzare e completare la loro posizione di disoccupati attraverso la compilazione della scheda anagrafica, dopo aver richiesto all’Inps la Naspi (l’indennità mensile di disoccupazione).
«Ho lavorato come stagionale in un albergo, ho finito il 31 ottobre – spiega Mustafà –. Allo sportello mi hanno detto che dovrò tornare qui ogni mese finché non troverò lavoro». Nel piazzale all’ingresso del Csl, alle 11 del mattino, ci sono ancora decine di persone in fila. «Alle 8.30 c’erano 175 persone fuori dal cancello: ne accettano un centinaio, gli altri vanno via», raccontano, tirando fuori l’elenco dei nomi scritti in un foglio in ordine di arrivo. Elenco compilato dagli stessi disoccupati in una sorta di “autogestione” man mano che arrivano in via Piemonte. Alle 8.30 arrivano i dipendenti del Csl. Aprono il cancello, fanno entrare tutti, poi, danno i numeretti seguendo l’elenco. Chi ha fatto notte lì, ovviamente, è tra i primi ad essere ricevuto agli sportelli.
«Il numero 26, che è già andato via, è arrivato all’una e mezzo – dice Iusuf Canu – Io sono il 78, sono arrivato verso le 5.20. Sono venuto qualche giorno fa, mi avevano detto che bisognava arrivare prestissimo al mattino, ma non credevo fosse così. Sono dovuto andare via perché non rientravo nei cento, e ritornare oggi». Silvia Cadoni, che ha lavorato come stagionale al bar dell’aeroporto, è arrivata poco dopo: è il numero 92. «È la prima volta che succede una cosa del genere, l’anno scorso non era così. C’è sempre stata fila, ma quest’anno la situazione è peggiorata», dice. «Dopo che presenti la richiesta di disoccupazione all’Inps, ci sono 15 giorni di tempo per la compilazione della scheda anagrafica che bisogna fare qui», spiegano Maria Teresa Falchi ed Esmeralda Lamaj, arrivate da Budoni.
Al centro per l’impiego di Palau, altro territorio con un’ elevata percentuale di lavoro stagionale, la situazione è uguale ad Olbia, con centinaia di lavoratori disoccupati provenienti anche da Santa Teresa, La Maddalena e Arzachena, costretti a fare la fila dall’alba o a bivaccare per tutta la notte fuori dalla sede. Ci sono stati anche momenti di tensione, tanto da rendere necessario l’intervento di polizia e carabinieri.
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