Olbia, piano di prevenzione regna ancora il caos
Due piani anti alluvione, anzi neanche uno a 4 anni dal passaggio di Cleopatra. Ma sulle vasche di lamninazione ora si muove qualcosa
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OLBIA. Due piani anti alluvione, anzi neanche uno. Quattro anni dopo il passaggio del ciclone Cleopatra Olbia non sa ancora se un piano di prevenzione del rischio idrogeologico sarà adottato, quale sarà e quando sarà operativo. Sì perché sino a ieri non si sapeva neppure cosa fosse la prevenzione, mentre oggi o ci sono sono addirittura due progetti (diversi e opposti per contenuti tecnici e filosofia ispiratrice) che avanzano in parallelo facendo finta di ignorarsi. Non si capisce quale deve andare avanti e quale invece sarà buttato come cartastraccia nel cestino della spazzatura.
Ieri un passo avanti lo ha registrato il tanto contestato Piano Mancini, già approvato dal consiglio comunale e già recepito dalla Regione, commissario per le opere di prevenzione del rischio idrogeologico. Una task force di tecnici regionali, comunali e dell’impresa costruttrice delle opere, ha effettuato un sopralluogo ptreliminare nei terreni privati (ancora da espropriare) dove si dovranno realizzare le vasche di laminazione previste nel progetto. Non è ancora l’avvio dei lavori, ma è sicuramente un passo avanti. Come era nelle previsioni, ieri non si è verificato alcun momento di tensione tra i tecnici e i proprietari dei terreni (tra i quali ci sono allevatori titolari aziende agricole). Semplicemente è stata ribadita l’esigenza di effettuare gli espropri prima di qualunque altro intervento. Insomma, una semplice esigenza di chiarezza di fronte a un vicenda amministrativa che più confusa di così non poteva essere.
Ieri un passo avanti lo ha registrato il tanto contestato Piano Mancini, già approvato dal consiglio comunale e già recepito dalla Regione, commissario per le opere di prevenzione del rischio idrogeologico. Una task force di tecnici regionali, comunali e dell’impresa costruttrice delle opere, ha effettuato un sopralluogo ptreliminare nei terreni privati (ancora da espropriare) dove si dovranno realizzare le vasche di laminazione previste nel progetto. Non è ancora l’avvio dei lavori, ma è sicuramente un passo avanti. Come era nelle previsioni, ieri non si è verificato alcun momento di tensione tra i tecnici e i proprietari dei terreni (tra i quali ci sono allevatori titolari aziende agricole). Semplicemente è stata ribadita l’esigenza di effettuare gli espropri prima di qualunque altro intervento. Insomma, una semplice esigenza di chiarezza di fronte a un vicenda amministrativa che più confusa di così non poteva essere.
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