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Olbia

Golfo Aranci compra tredici opere d’arte ed è subito polemica

di Dario Budroni
Golfo Aranci compra tredici opere d’arte ed è subito polemica

Il sindaco Fasolino le vuole sistemare sul lungomare  L’attacco di Andrea Viola (Pd): al peggio non c’è mai fine

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GOLFO ARANCI. Il sindaco fa il mecenate. Giuseppe Fasolino ha appena proposto alla sua giunta di acquistare tredici opere d’arte da sistemare tra i prati e le fontane del lungomare del paese. E visto che il costo dell’operazione è di 210mila euro, la polemica è scattata puntuale non appena la delibera di giunta ha fatto la sua comparsa sul sito del Comune. Dopo la sirena di bronzo che entra ed esce dall’acqua e le sculture di Pinuccio Sciola, il lungomare di Golfo Aranci si ritroverà dunque arricchito di nuove opere. Ma la scelta ha scatenato pure diverse critiche: Andrea Viola, segretario cittadino del Pd, attacca il sindaco e lo accusa di investire i soldi laddove non serve.

Le nuove opere. L’obiettivo dell’amministrazione Fasolino è quello di trasformare il lungomare, che è il fiore all’occhiello del paese, in una galleria d’arte a cielo aperto. Al momento ci sono già le opere di Sciola e la sirena di Longu, mentre in acqua c’è il museo sottomarino Mumart. «L’intenzione dell’amministrazione è creare un percorso culturale ambizioso posizionando opere di importanti scultori contemporanei di legno, bronzo, pietra e marmo lungo tutto il percorso - c’è scritto nella delibera di giunta -. Sono state individuate sul mercato tredici opere d’arte che possono essere inserite sul lungomare, rispettando i desideri dell’amministrazione di arricchire il paese anche culturalmente, per un importo di 210.000 euro». La delibera autorizza quindi il responsabile del servizio finanziario del Comune a chiedere un mutuo alla Cassa depositi e prestiti per l’acquisto delle 13 opere che saranno installate su una base di metallo. Un modo, secondo l’amministrazione, per «abbellire e rendere culturalmente piacevole le passeggiate sul lungomare di Golfo Aranci».

Scoppia la polemica. Il segretario cittadino del Pd, Andrea Viola, torna a mettere nel mirino le scelte di Fasolino. «Al peggio non c’è mai fine - attacca Viola - Il sindaco continua a usare i soldi pubblici per la sua personale e continua campagna elettorale. Ora arrivano le politiche ed essendo finiti i soldi vuole anche indebitare le casse comunali per 210mila euro più gli interessi per acquistare 13 fantomatiche statue». Secondo Andrea Viola, l’amministrazione avrebbe fatto meglio a investire i soldi da altre parti. «Golfo Aranci non è solo quel pezzo di lungomare - continua l’esponente Pd -. Esistono tanti problemi irrisolti e per i quali i soldi non ci sono, come la messa in sicurezza del paese dal rischio idrogeologico. Anche per questo motivo la casa di riposo è costretta a chiudere e a far perdere il lavoro a tante famiglie del paese. L’elenco è lunghissimo, basta vedere tutto il resto del paese abbandonato a se stesso. Parlare di arte e cultura, tanto per giustificare spese folli e ripetitive, stride con la realtà. Per esempio il pozzo sacro Milis è abbandonato da una vita e la biblioteca comunale è stata prima spostata e poi cancellata definitivamente».

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