Housing sociale, 60 appartamenti in affitto e vendita per le famiglie
di Serena Lullia
La società Torre ha acquistato quattro palazzine con le risorse del Fondo immobiliare nato nel 2014. Il Comune dovrà definire i criteri per l’assegnazione delle case in affitto attraverso un bando pubblico
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OLBIA. L’housing sociale prende casa in città. Con le risorse del “Fondo immobiliare per l’housing sociale della Regione Sardegna” la società Torre ha comprato 60 appartamenti in via del Castagno. Saranno dati in affitto o venduti a prezzi convenzionati. Per avviare la procedura sarà fondamentale il ruolo del Comune. Spetta infatti all’ente locale sottoscrivere la convenzione per gli alloggi da dare in affitto. E definire i requisiti da inserire nel bando pubblico di assegnazione.
L’immobile. Quattro palazzine, due terminate e due da ultimare. Il residence “Corte fiorita” è un bell’immobile dalle linee moderne, bianche e grigioverdi, in via Del Castagno, traversa di viale Aldo Moro. 60 gli appartamenti finiti nell’atto di compravendita. L’inizio dei lavori di completamento è previsto per il prossimo mese, l’ultimazione entro settembre del prossimo anno.
Affitto e vendita. Gli appartamenti, spiega la società Torre, saranno così suddivisi. 30 saranno dati in locazione convenzionata a lungo termine; 18 in vendita convenzionata immediata; 12 in affitto convenzionato con patto di riscatto.
La Torre. L’acquisto delle palazzine porta la firma della Torre, società specializzata nella gestione del risparmio che ha vinto la gara della Regione per gestire il Fondo immobiliare per l’housing sociale.
Le risorse. Il Fondo immobiliare per l’housing sociale nasce nel 2014 su delibera della Regione. Tra i “finanziatori” del fondo ci sono anche la Fondazione di Sardegna e Confidi Sardegna. A oggi il tesoretto ammonta a 50 milioni di euro. L’obiettivo del fondo è investire nel territorio regionale in immobili con alti standard energetici e di sostenibilità ambientale da trasformare in “alloggi sociali”.
I destinatari. Il primo chiarimento è doveroso. Gli alloggi di via del Castagno non saranno case popolari. Secondo la filosofia del Fondo saranno destinati alle fasce deboli, termine con cui si intende chi non ha un reddito sufficiente per sostenere l’affitto a condizioni di mercato, ma allo stesso tempo troppo elevato per accedere ai bandi dell’edilizia residenziale pubblica. Si parla di nuclei familiari con giovani coppie, studenti universitari anziani in condizioni di disagio, lavoratori con contratti atipici e altre categorie sociali che si trovano in condizioni di disagio abitativo.
Edificio di via Pozzo. Con uno strumento diverso, un finanziamento regionale di 1 milione e 400mila euro, il Comune ha invece acquistato ad agosto 11 appartamenti in via Pozzo destinati all’edilizia residenziale pubblica. Gli uffici sono al lavoro per individuare i requisiti di assegnazione del bando pubblico. Sarà stilata una graduatoria in base alla quale si procederà al passaggio delle chiavi ai neo inquilini.
L’immobile. Quattro palazzine, due terminate e due da ultimare. Il residence “Corte fiorita” è un bell’immobile dalle linee moderne, bianche e grigioverdi, in via Del Castagno, traversa di viale Aldo Moro. 60 gli appartamenti finiti nell’atto di compravendita. L’inizio dei lavori di completamento è previsto per il prossimo mese, l’ultimazione entro settembre del prossimo anno.
Affitto e vendita. Gli appartamenti, spiega la società Torre, saranno così suddivisi. 30 saranno dati in locazione convenzionata a lungo termine; 18 in vendita convenzionata immediata; 12 in affitto convenzionato con patto di riscatto.
La Torre. L’acquisto delle palazzine porta la firma della Torre, società specializzata nella gestione del risparmio che ha vinto la gara della Regione per gestire il Fondo immobiliare per l’housing sociale.
Le risorse. Il Fondo immobiliare per l’housing sociale nasce nel 2014 su delibera della Regione. Tra i “finanziatori” del fondo ci sono anche la Fondazione di Sardegna e Confidi Sardegna. A oggi il tesoretto ammonta a 50 milioni di euro. L’obiettivo del fondo è investire nel territorio regionale in immobili con alti standard energetici e di sostenibilità ambientale da trasformare in “alloggi sociali”.
I destinatari. Il primo chiarimento è doveroso. Gli alloggi di via del Castagno non saranno case popolari. Secondo la filosofia del Fondo saranno destinati alle fasce deboli, termine con cui si intende chi non ha un reddito sufficiente per sostenere l’affitto a condizioni di mercato, ma allo stesso tempo troppo elevato per accedere ai bandi dell’edilizia residenziale pubblica. Si parla di nuclei familiari con giovani coppie, studenti universitari anziani in condizioni di disagio, lavoratori con contratti atipici e altre categorie sociali che si trovano in condizioni di disagio abitativo.
Edificio di via Pozzo. Con uno strumento diverso, un finanziamento regionale di 1 milione e 400mila euro, il Comune ha invece acquistato ad agosto 11 appartamenti in via Pozzo destinati all’edilizia residenziale pubblica. Gli uffici sono al lavoro per individuare i requisiti di assegnazione del bando pubblico. Sarà stilata una graduatoria in base alla quale si procederà al passaggio delle chiavi ai neo inquilini.
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