Sogna di trovare i compagni di guerra, l'appello di un 97enne sui social
Aglientu, Pietro Stangoni cerca due commilitoni. Il nipote Rio ha lanciato l’appello in rete
AGLIENTU. Ha quasi cent’anni e una lunga storia da raccontare. Se mai dovesse dettare le sue memorie e trasformarle in un’autobiografia, gli anni di guerra diventerebbero uno dei capitoli centrali. Pietro Stangoni aveva compiuto da poco vent’anni quando scoppiò il secondo conflitto mondiale, e come accadde a tanti altri giovani della sua età, gli toccò andare in guerra. Nella memoria conserva ancora vivi ed emozionanti i ricordi di quegli anni difficili. Sofferenze, privazioni, paure, per un futuro incerto e un presente duro da vivere.
Ma in quegli anni riuscì anche a coltivare amicizie speciali, a costruire rapporti e a mantenere forte l’interesse per la vita che avrebbe ripreso il suo corso al termine della guerra. Proprio per questo, vorrebbe esaudire un desiderio speciale: rivedere, e possibilmente riabbracciare, due vecchi commilitoni di cui ha perso le tracce. Ne ha parlato con il nipote Rio, un intraprendente venticinquenne che ha col nonno un rapporto strettissimo.
Lo ha ascoltato e ha deciso di lanciare un appello nei social. Certo, sarà molto difficile che i compagni d’armi di Pietro Stangoni, anche loro, se vivi, molto vicini alla soglia dei cent’anni, possano farsi avanti attraverso facebook o instagram, ma i loro nipoti, centennials o millennials che siano, potrebbero riconoscerne la foto e rispondere all’appello. Sarebbe il regalo più gradito di un nipote al nonno che lo ha visto crescere. Per avviare la ricerca non c’è che una foto:ritrae i tre soldati italiani in Grecia.
L’anno è il 1943. Un anno difficile perché l’Italia stava per perdere la guerra, il regime fascista sarebbe caduto rovinosamente nei primi giorni d’estate di quell’anno e gli angloamericani, dopo aver conquistato il nord Africa, sarebbero sbarcati in Sicilia. Per i soldati italiani, intrappolati in un fronte incerto, con gli ex nemici che diventavano alleati del tuo Paese, diventò impossibile liberarsi del fardello della guerra. I tre amici si persero di vista. Pietro Stangoni venne fatto prigioniero e recluso in Turchia, Siria, Palestina, Egitto, prima da parte degli inglesi e poi dagli americani. Saranno questi ultimi a consentirne il rimpatrio. Per il giovane fante sardo, tiratore scelto, proveniente da Aglientu, si schiuse così la possibilità di fare ritorno a casa, ricongiungersi con la famiglia e provare a dimenticare quegli anni infernali. Costruirà case e strade, facendo mille lavori.
Di quegli anni ingrati non tutto, però, doveva venire cancellato e rimosso. Affetti e amicizie non si possono dimenticare, tant’è che prima o poi c’è sempre una buona occasione per rinverdirne, a distanza di tanti anni, il ricordo. E qui ha la sua parte Rio, il nipote che conosce bene la potenza dei social, ai quali ha affidato il messaggio di nonno Pietro. La speranza è che qualcuno lo raccolga e dia notizie degli altri due commilitoni. (g.pu.)
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