La rivolta dei camionisti: «La nave è troppo piccola»
di Walkiria Baldinelli
Santa Teresa, alta tensione in banchina dove è fermo il traghetto per Bonifacio Gli autotrasportatori: «Stiamo subendo gravi danni, ora intervenga la Regione»
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SANTA TERESA. Al porto soffia ancora il vento delle polemiche per i trasporti marittimi a singhiozzo sulla rotta Santa Teresa-Bonifacio. E non per i disagi causati dal maltempo. Nessuno degli autotrasportatori rimasti a terra da venerdì scorso chiede ovviamente di viaggiare in condizioni meteo marine avverse, la levata di scudi che nei prossimi giorni potrebbe trasformarsi in una mobilitazione generale invece è per la scelta della Moby di utilizzare il Bastia, traghetto di dimensioni ridotte rispetto al Giraglia, in cantiere sino a marzo.
Fra le aziende sarde penalizzate c'è la Ondulor, di Oristano, che da oltre 40 anni produce imballaggi in cartone ondulato e che quasi ogni giorno fa la spola tra le due isole. «Il mercato in Corsica è fiorente, vendiamo soprattutto scatole per il settore agroalimentare: dall'ortofrutta ai dolci e al vino. I nostri mezzi imbarcano e sbarcano di frequente, ma dover viaggiare con il Bastia sino in primavera è un problema, perché non possono salire gli articolati di altezza superiore ai 3,80 metri – spiegano dalla direzione commerciale –. Siamo costretti a viaggiare con camion sotto la soglia consentita, inevitabili ulteriori disagi. Il danno economico è doppio: dobbiamo viaggiare praticamente tutti i giorni e più volte al giorno, non solo quindi abbiamo visto raddoppiare il costo dei biglietti perché abbiamo dovuto raddoppiare il numero delle corse, purtroppo riusciamo a trasportare meno merce di quella commissionata. Quando ci consentono di trasportarla. Bisogna cambiare la logica dei trasporti su questa rotta, serve un traghetto idoneo a garantire il servizio di linea internazionale». L'azienda sottolinea, inoltre, che in alcuni casi deve tassativamente consegnare la merce in Corsica, quindi gli autotrasportatori sono costretti a: imbarcarsi con gli articolati su una nave diretta a Livorno, proseguire il viaggio sulla rotta Livorno-Bastia, effettuare le consegne in terra corsa e percorrere il tragitto inverso, sbarcare a Olbia e rientrare a Oristano. «Un aggravio di costi pesante – dichiarano ancora dalla direzione commerciale -. In altri casi i nostri mezzi viaggiano sulla rotta Porto Torres-Propriano, ma anche qui è un'odissea: la nave viaggia una volta la settimana e rientra in Sardegna la settimana successiva. Quindi gli autotrasportatori sono costretti a rientrare sull'isola sempre con la tratta Livorno-Olbia». A terra da una settimana, sulla sponda teresina, c'è anche uno dei mezzi con rimorchio cisterna della Sanna Trasporti di Porto Torres, con un carico di urea, componente utilizzato per l'abbattimento di fumi nella centrale elettrica di Ajaccio. «Viaggiare con il Bastia è diventata un'odissea – commenta il titolare –. Ora ci sono difficoltà a trasportare le merci anche con i camion sotto i 3,80 metri consentiti. Stanno mettendo in ginocchio i trasporti tra le due isole. Anche se il servizio è garantito da armatori privati la Regione deve intervenire per risolvere il problema. Il Bastia non è in grado di garantire il servizio. E non possiamo nemmeno effettuare le rotte Porto Torres-Propriano con la Méridionale perché per due settimane non c'è e poi salpa una volta la settimana. Niente corse sulla Porto Torres-Ajaccio con la Corsica Ferries: non trasporta tutti i tipi di mezzi commerciali e viaggia una volta la settimana. O la Regione trova il modo di risolvere il problema o le aziende finiranno in ginocchio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Fra le aziende sarde penalizzate c'è la Ondulor, di Oristano, che da oltre 40 anni produce imballaggi in cartone ondulato e che quasi ogni giorno fa la spola tra le due isole. «Il mercato in Corsica è fiorente, vendiamo soprattutto scatole per il settore agroalimentare: dall'ortofrutta ai dolci e al vino. I nostri mezzi imbarcano e sbarcano di frequente, ma dover viaggiare con il Bastia sino in primavera è un problema, perché non possono salire gli articolati di altezza superiore ai 3,80 metri – spiegano dalla direzione commerciale –. Siamo costretti a viaggiare con camion sotto la soglia consentita, inevitabili ulteriori disagi. Il danno economico è doppio: dobbiamo viaggiare praticamente tutti i giorni e più volte al giorno, non solo quindi abbiamo visto raddoppiare il costo dei biglietti perché abbiamo dovuto raddoppiare il numero delle corse, purtroppo riusciamo a trasportare meno merce di quella commissionata. Quando ci consentono di trasportarla. Bisogna cambiare la logica dei trasporti su questa rotta, serve un traghetto idoneo a garantire il servizio di linea internazionale». L'azienda sottolinea, inoltre, che in alcuni casi deve tassativamente consegnare la merce in Corsica, quindi gli autotrasportatori sono costretti a: imbarcarsi con gli articolati su una nave diretta a Livorno, proseguire il viaggio sulla rotta Livorno-Bastia, effettuare le consegne in terra corsa e percorrere il tragitto inverso, sbarcare a Olbia e rientrare a Oristano. «Un aggravio di costi pesante – dichiarano ancora dalla direzione commerciale -. In altri casi i nostri mezzi viaggiano sulla rotta Porto Torres-Propriano, ma anche qui è un'odissea: la nave viaggia una volta la settimana e rientra in Sardegna la settimana successiva. Quindi gli autotrasportatori sono costretti a rientrare sull'isola sempre con la tratta Livorno-Olbia». A terra da una settimana, sulla sponda teresina, c'è anche uno dei mezzi con rimorchio cisterna della Sanna Trasporti di Porto Torres, con un carico di urea, componente utilizzato per l'abbattimento di fumi nella centrale elettrica di Ajaccio. «Viaggiare con il Bastia è diventata un'odissea – commenta il titolare –. Ora ci sono difficoltà a trasportare le merci anche con i camion sotto i 3,80 metri consentiti. Stanno mettendo in ginocchio i trasporti tra le due isole. Anche se il servizio è garantito da armatori privati la Regione deve intervenire per risolvere il problema. Il Bastia non è in grado di garantire il servizio. E non possiamo nemmeno effettuare le rotte Porto Torres-Propriano con la Méridionale perché per due settimane non c'è e poi salpa una volta la settimana. Niente corse sulla Porto Torres-Ajaccio con la Corsica Ferries: non trasporta tutti i tipi di mezzi commerciali e viaggia una volta la settimana. O la Regione trova il modo di risolvere il problema o le aziende finiranno in ginocchio».
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