Retecork, un patto con le Città del vino
Calangianus, è una delle proposte lanciate all’assemblea tra i paesi a vocazione sughericola
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CALANGIANUS. «Crediamo in Retecork per lo sviluppo dei territori a vocazione sughericola. M è indispensabile che all’interno delle Rete Europea dei Territori del Sughero, la realtà associativa che interessa Spagna, Portogallo. Francia e Italia, ci sia la volontà precisa di dar vita a questa sinergia per permettere di ampliare il partenariato a più comuni con patrimonio sughericolo da salvaguardare e incrementare». Questa l’istanza più pressante evidenziata dal sindaco Albieri alla fine dell’assemblea seguita alla seduta della commissione esecutiva tenutasi nell’aula consiliare: c’erano il presidente dell'associazione Francisco Silvestre de Oliveir, sindaco di Coruche, in Portogallo, e Andrés Hernáiz de Sixteiml sindaco di San Vincente de Alcantara nonché presidente dell'assemblea di Retecork. Erano presenti anche Francesco Ledda, sindaco di Alà dei Sardi, che ha perorato la necessità di un sughero di qualità come garanzia di un tappo di qualità e Maurizio Porcu, assessore di Berchidda, che ha proposto di far incontrare Retecork con l’associazione Città del vino ( rete europea delle città del vino) per rinsaldare la filiera che va dal prodotto al consumatore. Ma nel dibattito è stato sottolineato anche «quanto sia importante che si chiami tappo di sughero anche il tappo tecnico con modesta percentuale di cork».
Fabio Mariotti ,consigliere comunale e imprenditore, ha difeso la produzione del tappo naturale di sughero chiedendo di aumentare la percentuale di sughero in un tappo tecnico (sinora del 50,1%). «Chiaro - ha precisato - che bisogna rispettare il tappo tecnico in quanto permette di utilizzare tutti gli scarti derivati dalla produzione di tappi naturali, ma deve essere più grande la percentuale del sughero rispetto al materiale alternativo». Al riguardo, una buona notizia è arrivata dai tecnici dell’ex Stazione sperimentale del sughero, oggi Agris: da qualche giorno, nella rivisitazione del norme Iso, è stato sancito che la percentuale di sughero che dovrà esserci in un tappo tecnico, sarà del 65%. Lollo Amadori, ex assessore comunale, ha fotografato la situazione attuale: «Compito della Rete è anche la forestazione e il rimboschimento delle foreste da sughero. Le sugherete danneggiate dalle trombe d’aria sono ancora abbandonate a se stesse e il sughero sardo lo si vende ai colossi portoghesi. E così le nostre aziende chiudono».(p.z.)
Fabio Mariotti ,consigliere comunale e imprenditore, ha difeso la produzione del tappo naturale di sughero chiedendo di aumentare la percentuale di sughero in un tappo tecnico (sinora del 50,1%). «Chiaro - ha precisato - che bisogna rispettare il tappo tecnico in quanto permette di utilizzare tutti gli scarti derivati dalla produzione di tappi naturali, ma deve essere più grande la percentuale del sughero rispetto al materiale alternativo». Al riguardo, una buona notizia è arrivata dai tecnici dell’ex Stazione sperimentale del sughero, oggi Agris: da qualche giorno, nella rivisitazione del norme Iso, è stato sancito che la percentuale di sughero che dovrà esserci in un tappo tecnico, sarà del 65%. Lollo Amadori, ex assessore comunale, ha fotografato la situazione attuale: «Compito della Rete è anche la forestazione e il rimboschimento delle foreste da sughero. Le sugherete danneggiate dalle trombe d’aria sono ancora abbandonate a se stesse e il sughero sardo lo si vende ai colossi portoghesi. E così le nostre aziende chiudono».(p.z.)
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