La Nuova Sardegna

Olbia

Sviluppo e lavoro, la Cisl punta sulla Zes

di Marco Bittau
Sviluppo e lavoro, la Cisl punta sulla Zes

Il segretario Mirko Idili: «Una grande opportunità per il nord Sardegna, la Regione faccia presto»

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OLBIA. Di zona franca e dintorni a Olbia non si parla più da tempo. E neanche di grandi progetti di sviluppo. Erano temi di acceso confronto alle ultime elezioni comunali, ora invece sono scomparsi dall’agenda politica. Ed è calato il silenzio. Oggi la Cisl Gallura rilancia la partita. «La Regione preveda l’istituzione della Zona economica speciale anche in Gallura – dice il segretario confederale Mirko Idili –. Il Decreto sud, infatti, ha previsto l’istituzione delle Zes per le regioni del meridione quindi anche per la Sardegna e questa è una grande occasione per colmare il gap con le altre realtà più avanzate del Paese».

«Gli importanti investimenti che da tempo danzano sulla nostra testa necessitano di condizioni di sistema che ne facilitino la spendita e ne rafforzino il potenziale effetto moltiplicatore – dice Idili – nel senso che il riconoscimento di una Zona economica speciale si traduce in motore di sviluppo non solo per le zone portuali ma anche e soprattutto per le nostre aree interne, pericolosamente soggette al fenomeno dello spopolamento. Il testo della norma prevede infatti anche la possibilità di includere nel perimetro delle nascenti Zes anche le aree retroportuali sulle quali estendere i benefici della Legge 123 del 2017».

Il riferimento, ad esempio, è alle aziende dei distretti del sughero e del granito nell’alta Gallura. «Imprese – dice il segretario Cisl – che trarranno beneficio dalla creazione di una Zes estesa come strumento che faciliti la competitività delle eccellenze produttive e favorisca il recupero dei lavoratori licenziatiper crisi aziendale».

Il nodo della questione oggi è questo: la legge 123 sembrerebbe prevedere per la Sardegna l’ipotesi di istituzione di una sola Zes nel porto di Cagliari. Poiché è possibile presentare una proposta per istituirne due per Regione, la Cisl ritiene fondamentale «prevederne due anche in Sardegna, l’una complementare all’altra, che mettano a sistema i porti del Nord Sardegna e quelli del centro sud». «Le Zes rappresentano un'occasione molto importante per la Gallura – continua Mirko Idili – infatti, le imprese che già vi si trovano e quelle che s’insedieranno potranno godere di indubbi vantaggi: semplificazione burocratica, possibilità di accedere ad un credito d'imposta del 50% sul valore dell'investimento, incentivi finanziari. Se vogliamo assicurare una prospettiva ai tanti disoccupati dobbiamo necessariamente avere la capacità di attrarre nuovi capitali e nuovi investitori e favorire condizioni di vantaggio per le imprese già presenti».

La Cisl ricorda però che i tempi sono stretti: il decreto istitutivo è stato riconvertito in legge ad agosto 2017 e prevede un iter di attuazione che dovrà stabilire le regole per il riconoscimento delle Zes regionali. Sono in preparazione 2 decreti (uno sui criteri di delimitazione delle Zes, l’altro sulle tipologie di semplificazioni attuabili nelle aree individuate), una volta che le singole realtà regionali avranno definito confini e il piano di sviluppo di ogni Zes, sarà per ognuna approvato un decreto di istituzione. «Ora il ritardo della politica locale e regionale su questo fronte – conclude Idili – deve essere recuperato in tempi rapidi. Auspichiamo che la Regione promuova occasioni di confronto con il mondo politico, quello imprenditoriale e i sindacati della Gallura per costruire una proposta che tenga conto, ai fini dell’individuazione, anche delle istanze della Sardegna del nord est».

@marcobittau. ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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