Andrea Nieddu: «L’unità mare-monti la via dello sviluppo»
di Giusepe Mattioli
Incontro con la Regione per la programmazione territoriale Insieme Monte Acuto, Riviera di Gallura e Golfo Aranci
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MONTI. Di ritorno da Sassari, dove ha ha partecipato quale referente tecnico a un incontro con la Regione, il presidente della Comunità montana Monte Acuto Andrea Nieddu, ha fatto il punto sulla situazione sulla programmazione territoriale che vede uniti la Cm, l'Unione dei Comuni Riviera di Gallura e il Comune di Golfo Aranci. Dall'analisi emerge una forte entità territoriale, coesione fra i sindaci che rappresentano un'area strategica del Nord Sardegna, l'importanza della programmazione dal basso e la creazione di un ponte fra costa ed entroterra.
A che punto siamo?
«Siamo riusciti finora a correre sui tempi. La Cm Monte Acuto ha avviato nel 2016 un percorso di sviluppo culminato nel febbraio del 2017 con il primo confronto con il territorio e le imprese. Subito dopo insieme ai sindaci di Riviera di Gallura e Golfo Aranci si è deciso di costituire un'aggregazione istituzionale che fosse più forte e capace di creare crescita e coesione non solo economica. Grazie al lavoro di tutti i colleghi questa si è rivelata la migliore delle scelte e già a maggio era in piedi una forte entità territoriale che rappresenta un'area strategica del Nord Sardegna, – e conclude – abbiamo individuato gli attrattori dello sviluppo e ora seguirà la fase più delicata di ascolto del mondo economico e la progettazione degli interventi. Contiamo di firmare l'accordo con la Regione entro i primi del 2018 e di spendere le risorse nei successivi 36 mesi».
Individuati gli attrattori, questi saranno in grado di creare sviluppo?
«È una grande opportunità per i nostri Comuni. La programmazione dal basso ci consente di fotografare problemi concreti e d'indirizzare le risorse con precisione. Ci sarà sviluppo se funzionerà il confronto con le imprese e se si progetti intercetteranno le loro esigenze con ricadute positive sulle criticità del sistema economico».
La valorizzazione di un contesto diversificato mare-monti è la strategia vincente?
«È piuttosto l'obiettivo che vogliamo raggiungere. Se ne parla da tempo senza alcun risultato. La nostra aggregazione territoriale è fatta di aree fortemente caratterizzata per ruralità e coste che si completano soprattutto non intendono escludersi. Questa è la posizione dei dieci sindaci. Siamo tutti dell'opinione che la sfida di oggi sia investire sulle differenze dei nostri territori come fattore che genera qualità e un'offerta turistica integrata – concludendo –,sono centinaia di migliaia i turisti sulla costa orientale e i Comuni montani possono essere un richiamo per ampliare l'offerta anche alla luce d'infrastrutture viarie che facilitino la mobilità interna. Se sapremo creare l'immagine originale di un ponte tra costa ed entroterra, solo allora sarà una strategia vincente».
In futuro è ipotizzabile la collaborazione con la progettazione dell'Alta gallura?
«Si. Ci sono temi comuni sui quali non è pensabile uno sviluppo per campi distinti. I due piani di sviluppo hanno sul Limbara e alcuni progetti di filiera come l'agroalimentare il loro punto di incontro».
A che punto siamo?
«Siamo riusciti finora a correre sui tempi. La Cm Monte Acuto ha avviato nel 2016 un percorso di sviluppo culminato nel febbraio del 2017 con il primo confronto con il territorio e le imprese. Subito dopo insieme ai sindaci di Riviera di Gallura e Golfo Aranci si è deciso di costituire un'aggregazione istituzionale che fosse più forte e capace di creare crescita e coesione non solo economica. Grazie al lavoro di tutti i colleghi questa si è rivelata la migliore delle scelte e già a maggio era in piedi una forte entità territoriale che rappresenta un'area strategica del Nord Sardegna, – e conclude – abbiamo individuato gli attrattori dello sviluppo e ora seguirà la fase più delicata di ascolto del mondo economico e la progettazione degli interventi. Contiamo di firmare l'accordo con la Regione entro i primi del 2018 e di spendere le risorse nei successivi 36 mesi».
Individuati gli attrattori, questi saranno in grado di creare sviluppo?
«È una grande opportunità per i nostri Comuni. La programmazione dal basso ci consente di fotografare problemi concreti e d'indirizzare le risorse con precisione. Ci sarà sviluppo se funzionerà il confronto con le imprese e se si progetti intercetteranno le loro esigenze con ricadute positive sulle criticità del sistema economico».
La valorizzazione di un contesto diversificato mare-monti è la strategia vincente?
«È piuttosto l'obiettivo che vogliamo raggiungere. Se ne parla da tempo senza alcun risultato. La nostra aggregazione territoriale è fatta di aree fortemente caratterizzata per ruralità e coste che si completano soprattutto non intendono escludersi. Questa è la posizione dei dieci sindaci. Siamo tutti dell'opinione che la sfida di oggi sia investire sulle differenze dei nostri territori come fattore che genera qualità e un'offerta turistica integrata – concludendo –,sono centinaia di migliaia i turisti sulla costa orientale e i Comuni montani possono essere un richiamo per ampliare l'offerta anche alla luce d'infrastrutture viarie che facilitino la mobilità interna. Se sapremo creare l'immagine originale di un ponte tra costa ed entroterra, solo allora sarà una strategia vincente».
In futuro è ipotizzabile la collaborazione con la progettazione dell'Alta gallura?
«Si. Ci sono temi comuni sui quali non è pensabile uno sviluppo per campi distinti. I due piani di sviluppo hanno sul Limbara e alcuni progetti di filiera come l'agroalimentare il loro punto di incontro».
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