Una raccolta di firme contro il silenzio sulla ex strada 38 bis
di Dario Budroni
Monte Pino, iniziativa del consigliere regionale Satta (Uds) «Tutto fermo da 4 anni. Ora il ministro ci dia una risposta»
3 MINUTI DI LETTURA
OLBIA. L’enorme voragine di Monte Pinu ricorda molto un buco nero. Quattro anni fa ha risucchiato la vita di tre persone, adesso si è mangiata anche le notizie sui lavori di ripristino. Sulle pendici del monte che delinea il confine tra bassa e alta Gallura domina il silenzio più assoluto. Non solo non ci sono ruspe né operai in azione: qui non si sa assolutamente nulla neanche sull’eventuale via dei lavori. La situazione è snervante e costringe al disagio migliaia di persone. Per questo davanti alle transenne che tagliano in due l’ex strada provinciale 38 bis, cioè la Olbia-Tempio, si è svolto un sit-in organizzato dal consigliere regionale dell’Uds Giovanni Satta, che ha anche promosso una raccolta di firme. Sono le prove generali della manifestazione del 23 novembre.
Quattro anni dopo. La storia è purtroppo nota. Il 18 novembre del 2013, mentre il ciclone Cleopatra scatenava tutta la sua furia, sulla strada Olbia-Tempio si aprì una profonda voragine, causando la morte di tre persone. Le auto sono ancora lì, in fondo al cratere. Dopo un lungo periodo di sequestro da parte della magistratura, nel dicembre del 2016 l’Anas aveva pubblicato un bando da 4 milioni di euro per il ripristino e la messa in sicurezza del tratto della provinciale. L’aggiudicazione dei lavori era stata fissata per lo scorso febbraio. Il problema, però, è che non si è più saputo nulla.
Firme per il ministro. La voragine sull’Olbia-Tempio costringe migliaia di persone ad allungare di parecchi chilometri il loro tragitto. Passare dall’alta alla bassa Gallura e viceversa è un’impresa. Così il consigliere regionale Giovanni Satta ha organizzato un sit-in per annunciare anche una raccolta firme. Obiettivo: rivolgersi al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e sollecitare i lavori sulla provinciale. Presenti pure amministratori del territorio, cittadini e rappresentanti di diversi partiti. «Qui c’è gente che è costretta a percorrere anche 20 chilometri in più – spiega Giovanni Satta –. Era stata individuata una procedura d’urgenza da affidare all’Anas. Il bando è stato fatto e forse è stato anche assegnato, ma non se ne sa nulla. Pochi giorni fa mi sono rivolto all’assessore regionale ai Lavori pubblici. Mi ha detto che manca l’ultima autorizzazione del Genio civile, che potrebbe arrivare entro una decina di giorni. Noi però siamo qui, raccogliamo le firme e chiediamo di fare presto».
Cittadini in trincea. Nel frattempo, in questi giorni, è nato il «Comitato provinciale Monte Pinu», composto da cittadini e amministratori. «Siamo tutte persone dotate di cervello in grado di capire le ingiustizie, qui stanno offendendo la nostra dignità – dice la presidente Pina Pasella, di Priatu –. Prima impiegavamo 10 minuti per arrivare a Olbia, adesso anche 40. È inaccettabile, la situazione deve cambiare». Il disagio pesa sulle energie dei cittadini e anche sulle casse delle attività. «Siamo semi isolati – spiega Tonina Abeltino dell’agriturismo Li Sciappeddi –. I nostri clienti sono diminuiti, dicono che siamo troppo lontani da raggiungere».
La manifestazione. Giovedì 23 novembre, alle 10, cittadini e amministratori daranno vita a una manifestazione sulla Olbia-Telti, all’altezza del bivio che porta a Priatu, Tempio e Sant’Antonio. «Saremo in tanti – assicura Pina Pasella –. Aderiranno anche i comitati di altre zone dell’isola che combattono per motivi simili al nostro». Qualche giorno fa era partita un’altra petizione sul portale Change.org lanciata da Andrea Viola, avvocato e segretario Pd di Golfo Aranci. Invece il deputato Roberto Giachetti (Pd) ha presentato un’interrogazione al ministro Graziano Delrio per sollecitare l’avvio dei lavori.
Quattro anni dopo. La storia è purtroppo nota. Il 18 novembre del 2013, mentre il ciclone Cleopatra scatenava tutta la sua furia, sulla strada Olbia-Tempio si aprì una profonda voragine, causando la morte di tre persone. Le auto sono ancora lì, in fondo al cratere. Dopo un lungo periodo di sequestro da parte della magistratura, nel dicembre del 2016 l’Anas aveva pubblicato un bando da 4 milioni di euro per il ripristino e la messa in sicurezza del tratto della provinciale. L’aggiudicazione dei lavori era stata fissata per lo scorso febbraio. Il problema, però, è che non si è più saputo nulla.
Firme per il ministro. La voragine sull’Olbia-Tempio costringe migliaia di persone ad allungare di parecchi chilometri il loro tragitto. Passare dall’alta alla bassa Gallura e viceversa è un’impresa. Così il consigliere regionale Giovanni Satta ha organizzato un sit-in per annunciare anche una raccolta firme. Obiettivo: rivolgersi al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, e sollecitare i lavori sulla provinciale. Presenti pure amministratori del territorio, cittadini e rappresentanti di diversi partiti. «Qui c’è gente che è costretta a percorrere anche 20 chilometri in più – spiega Giovanni Satta –. Era stata individuata una procedura d’urgenza da affidare all’Anas. Il bando è stato fatto e forse è stato anche assegnato, ma non se ne sa nulla. Pochi giorni fa mi sono rivolto all’assessore regionale ai Lavori pubblici. Mi ha detto che manca l’ultima autorizzazione del Genio civile, che potrebbe arrivare entro una decina di giorni. Noi però siamo qui, raccogliamo le firme e chiediamo di fare presto».
Cittadini in trincea. Nel frattempo, in questi giorni, è nato il «Comitato provinciale Monte Pinu», composto da cittadini e amministratori. «Siamo tutte persone dotate di cervello in grado di capire le ingiustizie, qui stanno offendendo la nostra dignità – dice la presidente Pina Pasella, di Priatu –. Prima impiegavamo 10 minuti per arrivare a Olbia, adesso anche 40. È inaccettabile, la situazione deve cambiare». Il disagio pesa sulle energie dei cittadini e anche sulle casse delle attività. «Siamo semi isolati – spiega Tonina Abeltino dell’agriturismo Li Sciappeddi –. I nostri clienti sono diminuiti, dicono che siamo troppo lontani da raggiungere».
La manifestazione. Giovedì 23 novembre, alle 10, cittadini e amministratori daranno vita a una manifestazione sulla Olbia-Telti, all’altezza del bivio che porta a Priatu, Tempio e Sant’Antonio. «Saremo in tanti – assicura Pina Pasella –. Aderiranno anche i comitati di altre zone dell’isola che combattono per motivi simili al nostro». Qualche giorno fa era partita un’altra petizione sul portale Change.org lanciata da Andrea Viola, avvocato e segretario Pd di Golfo Aranci. Invece il deputato Roberto Giachetti (Pd) ha presentato un’interrogazione al ministro Graziano Delrio per sollecitare l’avvio dei lavori.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
