La Nuova Sardegna

Olbia

Assolti i quattro portieri d’albergo

L’inchiesta riguardava una presunta estorsione ai danni dei tassisti della Costa

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PORTO CERVO. Nessuna richiesta estorsiva da parte dei 4 portieri degli hotel a cinque stelle della Costa Smeralda ai tassisti che affollavano le prestigiose hall. Ieri i quattro dipendenti degli alberghi della catena extralusso della Costa Smeralda, i concierge Gabriele Garbati, ex del Cala di Volpe, il suo successore Federico Barbarossa e i portieri del Romazzino e Pitrizza, Roberto Marin e l'arzachenese Domenico Columbano ( i quali in seguito alle denunce e all’azione penale, vennero sospesi dal loro incarico) sono stati mandati assolti dal giudice monocratico Andrea Pastori. I quattro portieri d’albergo, difesi dagli avvocati Nicola Di Benedetto, Marco Petitta, Guido da Tome e Luigi Porcella, sono stati scagionati dall’accusa di tentata estorsione nei confronti di 11 tassisti che sostenevano di non essere stati inclusi tra coloro che venivano chiamati per trasportare i clienti degli hotel della Costa. Un teorema accusatorio caduto nella fase dibattimentale al momento degli interrogatori delle parti lese che, chiamate sulla sedia dei testimoni dal pm Gianluigi Dettori – il responsabile dei tassisti arzachenesi e uno dei suoi colleghi – dissero in aula che non venne avanzata, da parte dei portieri, alcuna richiesta estorsiva, ma fu addirittura respinta una loro lista di richieste che prevedeva priorità nelle chiamate. La richiesta di assoluzione ampia sollecitata dal pubblico ministero e fatta propria dai difensori – per Federico Barbarossa difeso dall’avvocato Di Benedetto, assoluzione perché il fatto non sussiste; per gli altri tre per non aver commesso il fatto – era stata contrastata dalla richiesta di riapertura della fase dibattimentale avanzata ieri dalla parte civile – la Sardegna Resorts era rappresentata in aula dall’avvocato Antonella Cuccureddu –, che ha chiesto al giudice di poter sentire tutti i tassisti (20 nell’elenco presentato dalla stessa accusa) e non solo i due che il pubblico ministero si è limitato a sentire in aula. La parte civile, naturalmente, aveva deciso di costituirsi in giudizio dopo le dichiarazioni dei tassisti e auspicava un accertamento dei fatti in sede dibattimentale. Cosa che non è avvenuta – così l’avvocato Cuccureddu – sentendo solo 2 delle 20 testimonianze.

L’inchiesta della guardia di finanza di Olbia risale al 2008, quando scoppiò la guerra messa in atto dai tassisti che si opponevano alla calata in massa di limousine da ogni parte della Sardegna, su richiesta dei diversi portierati d’albergo, per trasportare i turisti in aeroporto.

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