Nelle vie dei santi pozzanghere e disagi
I cittadini che vivono nella borgata di Sa Marinedda dopo le piogge sono prigionieri in casa. Lavori cominciati e interrotti
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OLBIA. Passarci in auto è come provare l’ebbrezza del rally. Pozzanghere che sembrano laghetti al parco. Spazi annullati per i pedoni. La pioggia di questi giorni ha avuto un impatto brutale per i residenti di Sa Mariedda, nella zona conosciuta “le vie dei santi”, dove oggi tanti sono costretti alla prigionia in casa. Gli accessi alle case per alcuni sono sull’acqua. «Chiediamo interventi, ma la sola risposta è l’attesa», dice qualcuno sconsolato. «Qui ci sono anche persone malate che hanno particolari esigenze», cala le braccia un’altra signora.
Scenari già visti, disagi già sperimentati a ogni inizio di stagione, quella autunnale s’intende. Non che gli appelli dei cittadini sian stati sempre ignorati. Il Comune in passato ha cercato di mettere rimedio. Ma le soluzioni sono state sempre precarie e tali sono rimaste anche dopo l’abbattimento di alcuni ponticelli sul rio Gadduresu. «Questa volta ancora nessuno si è fatto vivo», raccontano per strada alcune mamme che affrontano lo slalom per accompagnare i propri figli a scuola. Giugno, l’ultimo trascorso: era quella la data che ricordano soprattutto nelle vie San Michele e Santa Chiara, dove si arriva con fatica e si passa con difficoltà. «Ci era stato indicato lo scorso giugno come traguardo dei lavori, ancora siamo in attesa».
Nei giorni scorsi è arrivata la pioggia a sancire la fine della bella stagione e l’arrivo di quella più fredda e bagnata. Pessimo risveglio per i residenti della frazione.
Qui le pozzanghere non sono un bel vedere. Da queste parti c’è il ricordo sempre vivo del passaggio di Cleopatra e dei suoi effetti devastanti. La percezione della fragilità è forte nelle persone, ma si tocca con mano sopratutto nella geografia del rione, compreso nei perimetri di un piano di risanamento che non fa prevedere un compimento imminente delle opere. Il ponte di via San Michele è rimasto, ma attraversarlo è impossibile. Si deve obbligatoriamente traguardare il dedalo di strade bianche allagate per uscire dalla rete delle abitazioni. Lavori iniziati e interrotti. L’ultimo traguardo sul prolungamento di via Barcellona è una periferia dimenticata, quasi del tutto. Di certo, a sentire gli abitanti, non è il tormento quotidiano di chi dovrebbe intervenire per migliorare e cancellare i disagi.
Scenari già visti, disagi già sperimentati a ogni inizio di stagione, quella autunnale s’intende. Non che gli appelli dei cittadini sian stati sempre ignorati. Il Comune in passato ha cercato di mettere rimedio. Ma le soluzioni sono state sempre precarie e tali sono rimaste anche dopo l’abbattimento di alcuni ponticelli sul rio Gadduresu. «Questa volta ancora nessuno si è fatto vivo», raccontano per strada alcune mamme che affrontano lo slalom per accompagnare i propri figli a scuola. Giugno, l’ultimo trascorso: era quella la data che ricordano soprattutto nelle vie San Michele e Santa Chiara, dove si arriva con fatica e si passa con difficoltà. «Ci era stato indicato lo scorso giugno come traguardo dei lavori, ancora siamo in attesa».
Nei giorni scorsi è arrivata la pioggia a sancire la fine della bella stagione e l’arrivo di quella più fredda e bagnata. Pessimo risveglio per i residenti della frazione.
Qui le pozzanghere non sono un bel vedere. Da queste parti c’è il ricordo sempre vivo del passaggio di Cleopatra e dei suoi effetti devastanti. La percezione della fragilità è forte nelle persone, ma si tocca con mano sopratutto nella geografia del rione, compreso nei perimetri di un piano di risanamento che non fa prevedere un compimento imminente delle opere. Il ponte di via San Michele è rimasto, ma attraversarlo è impossibile. Si deve obbligatoriamente traguardare il dedalo di strade bianche allagate per uscire dalla rete delle abitazioni. Lavori iniziati e interrotti. L’ultimo traguardo sul prolungamento di via Barcellona è una periferia dimenticata, quasi del tutto. Di certo, a sentire gli abitanti, non è il tormento quotidiano di chi dovrebbe intervenire per migliorare e cancellare i disagi.
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