Strada incompiuta, la Procura indaga
di Marco Bittau
Pressing sull’Anas per il cantiere fantasma di Monte Pino. E oggi arriva a Olbia il ministro delle Infrastrutture Delrio
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OLBIA. Quattro anni di nulla. A Monte Pino il tempo si è fermato al 18 novembre 2013 quando la strada provinciale 38 si spezzò come un fuscello davanti alla furia dell’alluvione. Fa male il ricordo delle tre persone morte, sprofondate nella voragine. E fa anche peggio constatare che, quattro anni dopo, il processo ancora arranca stancamente in tribunale e, soprattutto, non è stata neppure avviata la ricostruzione della strada distrutta. Sul cantiere fantasma adesso la Procura di Tempio vuole fare chiarezza. C’è un fascicolo di indagine aperto per capire come funziona (o non funziona) il meccanismo di un appalto Anas smarrito tra autorizzazioni e indagini idrogeologiche, senza l’ombra di un cantiere. E dire che il regime commissariale in capo all’Anas era stato deciso proprio per accelerare le procedure...
L’inchiesta aggiunge pepe a un caso già scottante e della strada della vergogna ora si occuperà il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che proprio questa mattina sarà a Olbia per l’inaugurazione della nuova caserma della guardia di finanza. Il ministro Delrio è già stato “sensibilizzato” sul caso Monte Pino con le ripetute iniziative di protesta dei consiglieri regionali galluresi (le interrogazioni di Giuseppe Meloni) e dei comitati dei cittadini danneggiati dalla chiusura della strada. Sono già pronte centinaia di firme raccolte in questi giorni. «Ma intendiamo arrivare almeno a duemila», dice il consigliere regionale Giovanni Satta. E sabato prossimo gli amministratori saranno di nuovo in piazza per un’altra manifestazione. Insomma, una mobilitazione in crescendo che sta costringendo alle corde l’Anas.
Certo è che il paradosso Monte Pino è davvero il simbolo della tragedia dell’alluvione così come della beffa del post alluvione. Non si può infatti dimenticare che per due anni la strada è stata sottoposta a sequestro. E che per almeno un altro anno, come riportano le cronache, l’Anas ha fatto i conti con un progetto preesistente della Provincia. La classica palude burocratica dove la Procura proverà adesso a districarsi.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
L’inchiesta aggiunge pepe a un caso già scottante e della strada della vergogna ora si occuperà il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, che proprio questa mattina sarà a Olbia per l’inaugurazione della nuova caserma della guardia di finanza. Il ministro Delrio è già stato “sensibilizzato” sul caso Monte Pino con le ripetute iniziative di protesta dei consiglieri regionali galluresi (le interrogazioni di Giuseppe Meloni) e dei comitati dei cittadini danneggiati dalla chiusura della strada. Sono già pronte centinaia di firme raccolte in questi giorni. «Ma intendiamo arrivare almeno a duemila», dice il consigliere regionale Giovanni Satta. E sabato prossimo gli amministratori saranno di nuovo in piazza per un’altra manifestazione. Insomma, una mobilitazione in crescendo che sta costringendo alle corde l’Anas.
Certo è che il paradosso Monte Pino è davvero il simbolo della tragedia dell’alluvione così come della beffa del post alluvione. Non si può infatti dimenticare che per due anni la strada è stata sottoposta a sequestro. E che per almeno un altro anno, come riportano le cronache, l’Anas ha fatto i conti con un progetto preesistente della Provincia. La classica palude burocratica dove la Procura proverà adesso a districarsi.
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