Per gli agenti un dovere morale informare i clienti
Fare l’agente immobiliare non è facile quando si devono vendere le case nelle zone alluvionate. Il dovere di un buon agente è trovare il giusto compromesso tra acquirente e proprietario. Tra gli...
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Fare l’agente immobiliare non è facile quando si devono vendere le case nelle zone alluvionate. Il dovere di un buon agente è trovare il giusto compromesso tra acquirente e proprietario. Tra gli interessi di chi anni fa comprò con sacrificio la casa in una zona considerata sicura e magari di pregio. E il cliente che ha il diritto di essere informato sulle reali condizioni di sicurezza della abitazione in vendita e pagare il giusto prezzo.
Molti proprietari non hanno più messo piede nelle case finite sotto l’acqua nel 2013. Hanno consegnato le chiavi alle agenzie immobiliari e le hanno messe in vendite. Impossibile per loro pensare di vivere nei luoghi in cui hanno conosciuto la paura di morire e la disperazione. Inizialmente nessuno voleva sentir parlare di comprare case in quelle zone. Il mercato è rimasto congelato un anno. Poi il tempo, i lavori più frequenti di pulizia dei canali , l’abbattimento dei primi ponti tappo e un po’ la condizione di chi ha portafogli troppo leggeri per il mercato olbiese, hanno rimesso in moto le vendite. In realtà oggi rispetto al 2013 ben poco è cambiato a Olbia. Non esiste ancora un piano che metta al sicuro la città dal passaggio di un ciclone gemello di Cleopatra. Il piano Mancini va avanti piano e con lo stesso ritmo lento prosegue la sua strada il piano anti-alluvione alternativo.
Molti proprietari non hanno più messo piede nelle case finite sotto l’acqua nel 2013. Hanno consegnato le chiavi alle agenzie immobiliari e le hanno messe in vendite. Impossibile per loro pensare di vivere nei luoghi in cui hanno conosciuto la paura di morire e la disperazione. Inizialmente nessuno voleva sentir parlare di comprare case in quelle zone. Il mercato è rimasto congelato un anno. Poi il tempo, i lavori più frequenti di pulizia dei canali , l’abbattimento dei primi ponti tappo e un po’ la condizione di chi ha portafogli troppo leggeri per il mercato olbiese, hanno rimesso in moto le vendite. In realtà oggi rispetto al 2013 ben poco è cambiato a Olbia. Non esiste ancora un piano che metta al sicuro la città dal passaggio di un ciclone gemello di Cleopatra. Il piano Mancini va avanti piano e con lo stesso ritmo lento prosegue la sua strada il piano anti-alluvione alternativo.
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