Un uomo di cultura che disse no alle camicie nere
Chi lo ha conosciuto, lo ricorda come un uomo di grande cultura, come un attento studioso della medicina e della storia. Un uomo che per nulla al mondo avrebbe barattato le sue convinzioni. Per tutta...
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Chi lo ha conosciuto, lo ricorda come un uomo di grande cultura, come un attento studioso della medicina e della storia. Un uomo che per nulla al mondo avrebbe barattato le sue convinzioni. Per tutta la durata del fascismo fu costantemente tenuto d’occhio e più volte fermato e rilasciato. In piena seconda guerra mondiale fu uno dei fondatori del Comitato di liberazione nazionale a Olbia. Poi proseguì la sua attività politica nel Partito repubblicano italiano, fino a ricevere una sorta di delega alla Sanità in Comune. Nonostante fosse considerato un sovversivo, durante il fascismo riuscì comunque a esercitare la sua professione di medico. Si sposò nel 1926 con l’olbiese Maria Putzu, dalla quale ebbe quattro figli: Maria Ottavia, Giorgio, Pier Luigi e Giuseppe. «Sì, mio nonno aveva una cultura vastissima – racconta il nipote Achille –. In città era molto conosciuto, quasi tutti sapevano chi era. Ai tempi a Olbia c’erano forse solo tre medici». Nel 1939 subì un grave incidente: mentre utilizzava una delle primissime apparecchiature a raggi X, nel tentativo di togliere un ago dalla mano di una sarta di Berchidda, Achille Bardanzellu, che era anche radiologo, si bruciò totalmente le mani. Per quel fatto l’allora presidente della Repubblica Luigi Einaudi, nel 1954, gli conferì la Croce di Cavaliere al merito. Achille Bardanzellu era anche un grande appassionato di fotografia. Nei suoi anni al fronte, dove scriveva anche le lettere per conto dei suoi compagni soldati, aveva scattato decine di fotografie. «Adesso quelle foto le ho io – spiega il nipote –. Penso che si tratti del secondo più grande archivio fotografico personale sulla Brigata Sassari». Achille Bardanzellu morì a Olbia, che non si chiamava più Terranova da un pezzo, nel 1969, all’età di 79 anni. È sepolto nel cimitero di via Roma. (d.b.)
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