La Nuova Sardegna

Olbia

Nizzi: «Non credo all’ipotesi dell’attentato»

di Dario Budroni
Nizzi: «Non credo all’ipotesi dell’attentato»

Il sindaco: «Lo escludo, ma in ogni caso la condanna è ferma». Catasta: «Uno scherzo di cattivo gusto»

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OLBIA. Non è detto che ci sia un filo rosso a collegare l’esplosione della scorsa notte con il no alle vasche di laminazione previste dal Piano Mancini. Ma il fatto che tutto sia accaduto in via Nervi, dove saranno realizzati due bacini e dove proprio qualche ora prima si era tenuto un sit-in di protesta, lascia campo libero a qualsiasi supposizione. Il sindaco Settimo Nizzi non fa due più due e preferisce pensare che non ci sia alcun tipo di legame tra i due fatti. Stesso discorso per Felice Catasta, il coordinatore del Comitato per la salvaguardia di Olbia che da sempre si oppone allo studio dell’ingegner Marco Mancini.

Il sindaco Nizzi. Il primo cittadino lo dice chiaro e tondo: «Non penso che ci sia alcun legame tra le due cose, tra ciò che si sta realizzando in via Nervi e questo grave atto». Il sindaco Settimo Nizzi è dunque convinto che l’opposizione alle vasche di laminazione del Piano Mancini non c’entri nulla. «Lo escludo – continua Nizzi –. In ogni caso, se dovesse trattarsi del contrario, non c’è neanche bisogno di dire che la condanna è ferma, nel modo più assoluto. Certi atti non fanno parte e non devono far parte del vivere civile e democratico della nostra città. Perché le battaglie si fanno civilmente, con fermezza ma sempre nelle istituzioni».

Il Comitato. Felice Catasta, coordinatore del Comitato di salvaguardia del rischio idraulico, fin dal principio è stato uno dei principali nemici del Piano Mancini. «Non credo all’intimidazione e mi auguro che non ci sia alcun collegamento con la questione delle vasche di laminazione. Voglio pensare più a uno scherzo di cattivo gusto – commenta con fermezza Felice Catasta –. Comunque ci tengo a sottolineare che la protesta non può che essere pacifica. Lungi da noi pensare che si possa ricorrere a mezzi di questo genere. Va bene la contrapposizione, ma sempre nei confini del diritto e della democrazia».

Le vasche di via Nervi. L’esplosione è stata avvertita nel cuore della notte. La mattina prima, nei terreni di via Nervi, c’era stato invece un faccia a faccia tra sindaco, cittadini e tecnici della Regione, che lunedì hanno cominciato in città una serie di sopralluoghi nelle aree da espropriare. Aree dove saranno realizzate le famigerate vasche di laminazione: due in via Nervi, una alla fine di via Vittorio Veneto e una alla fine di via Barcellona. Nel corso della mattinata i tecnici della Regione, guidati da Tino Azzena, responsabile del procedimento e fino a poche settimane fa dirigente del Comune, erano stati accolti dal sindaco Nizzi, dal Comitato di salvaguardia e da alcuni proprietari delle aree che non vogliono cedere i loro terreni. Il Piano Mancini, già finanziato dal Governo per un totale di 120 milioni di euro, era stato anche al centro del dibattito dell’ultima campagna elettorale, fino a diventare l’ago della bilancia tra il centrosinistra di Carlo Careddu, che lo difendeva, e il centrodestra di Settimo Nizzi, che lo ha sempre criticato fino a proporre un piano alternativo.

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