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CALANGIANUS 

“Possibile”, Melis nominato coordinatore provinciale

 “Possibile”, Melis nominato coordinatore provinciale

CALANGIANUS. ‘Possibile’, il partito politico italiano di sinistra, fondato a Roma il 21 giugno 2015, il cui ispiratore è Giuseppe Civati, annuncia la nascita del suo primo comitato provinciale in...

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CALANGIANUS. ‘Possibile’, il partito politico italiano di sinistra, fondato a Roma il 21 giugno 2015, il cui ispiratore è Giuseppe Civati, annuncia la nascita del suo primo comitato provinciale in Gallura. Il coordinatore di questo comitato sarà il calangianese Giuseppe Melis nominato anche delegato a Roma come rappresentante del partito all’assemblea nazionale unitaria con Articolo 1 e Sinistra Italiana.

Già da alcune settimane si aveva notizia che Giuseppe Melis, da anni impegnato nel Pd, animatore del circolo di via Carlo Alberto e nell’ultima legislatura consigliere comunale di opposizione, che si era distinto per una puntigliosa critica alla maggioranza, stesse per lasciare il partito democratico. Domenica mattina, a Olbia, all’hotel Royal, la sua presenza al convegno, promosso dalle forze di sinistra (Articolo I, Mdp, Sinistra Italiana e Possibile”) che dicono no a Renzi, è stata la conferma: Melis aveva fatto la sua scelta e deciso quindi di lasciare il Pd.

«Con la mia nomina a coordinatore del comitato provinciale nella ex provincia di Olbia Tempio - ha scritto Melis in suo comunicato- anche in questo territorio saremo protagonisti del percorso che vede la costituzione di un'alleanza politica che si rivolge a tutte le esperienze del civismo, a chi lavora quotidianamente nell’ associazionismo, alle forze organizzate del mondo del lavoro, ma soprattutto a tutte le donne e gli uomini trascinati in basso dalla crisi, che hanno bisogno di una politica diversa per risollevarsi; ai tanti portatori di competenze che non trovano occasione per metterle in pratica, a coloro che ce l’ hanno fatta ma non si rassegnano a una condizione diversa di tanti. Crediamo - continua Melis - che si debba aprire una stagione di discussione e partecipazione dal basso scegliendo le persone a cui affidare il progetto. Per questo è il momento di costruire un grande spazio pubblico, aperto, trasparente, plurale e inclusivo; un luogo che non sia terreno di contesa tra progetti ambigui e incompatibili tra loro, ma il laboratorio di una proposta davvero innovativa e coraggiosa». (p.z.)

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