il rapporto eurispes
Il 12% delle famiglie sarde nella morsa degli strozzini
OLBIA. Del dramma dell’usura in Sardegna se ne è parlato da poco. E questo grazie a una indagine Eurispes, che è riuscita nell’intento di far capire quanto sia diffuso e pericoloso il fenomeno. A...
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OLBIA. Del dramma dell’usura in Sardegna se ne è parlato da poco. E questo grazie a una indagine Eurispes, che è riuscita nell’intento di far capire quanto sia diffuso e pericoloso il fenomeno. A parlare sono i numeri. Per esempio è emerso che a fare ricorso agli usurai è il 12 per cento delle famiglie sarde. In altre parole, poco più di una su dieci. Inoltre, l’area più a rischio di tutte è il nord Sardegna. L’indagine Eurispes dice infatti che nell’isola è la provincia storica di Sassari (quindi Gallura compresa) la zona più a rischio usura, con una percentuale pari al 72.79. A seguire Cagliari con il 65.16, Nuoro con il 62.43 e Oristano con il 40.93. Una serie di dati che la dice lunga su ciò che accade nei meandri più oscuri della società e dell’economia. La media dei prestiti invece si aggira attorno ai 10mila euro. A finire nelle mani degli usurai sono innanzitutto le imprese. Quando le banche non fanno più credito, ci si rivolge allo strozzino. E poi ci sono le semplici famiglie, che magari non riescono più a pagare il mutuo della casa o le rate di altri finanziamenti. Di tutto questo se ne è parlato qualche settimana fa anche in un interessante convegno organizzato a Tempio sempre dall’Eurispes insieme a Regione, Coordinamento antiracket e antiusura del Ministero e Fondazione Santi Simplicio e Antonio. All’incontro aveva partecipato anche il prefetto Domenico Cuttaia, commissario del governo per il coordinamento delle iniziative antiusura. (d.b.)
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