La Nuova Sardegna

Olbia

Azionariato popolare per restare in C

di Giandomenico Mele
Mauro Putzu
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Mauro Putzu

Il sindaco dopo l’appello del presidente Marino: «Cerchiamo una soluzione». Mauro Putzu: «Tanti piccoli sponsor»

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OLBIA. Il soccorso azzurro in aiuto dei bianchi. Dopo l’effetto deflagrante della lettera del presidente dell’Olbia Calcio, Alessandro Marino, che ha scritto un punto interrogativo sul futuro della squadra in serie C, arriva la replica del sindaco di Olbia, Settimo Nizzi. Parole criptate, che non lasciano trasparire contorni chiari circa i progetti futuri, ma una rassicurazione di fondo per tutto il management della storica società, che ha avuto il merito di riportarla negli ultimi due anni nel calcio professionistico. «Stiamo lavorando perché la squadra abbia un futuro più sicuro – spiega il primo cittadino di Olbia –. Il Comune è da tempo impegnato sul fronte degli aiuti alle società sportive, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture. Certo, facciamo il massimo con i mezzi che abbiamo a disposizione». I termini delle future azioni in favore dell’Olbia restano nello scrigno segreto del sindaco, che nulla rivela: «Abbiamo raccolto l’appello di Marino, stiamo pensando a una serie di sinergie sia dal punto di vista economico che istituzionale. Ma non ho intenzione di rivelare di più».

La lettera. Alessandro Marino, presidente dell’Olbia, aveva deciso di scrivere e lo aveva fatto usando termini che hanno scosso pesantemente un ambiente già col morale sotto i tacchi dopo la sconfitta per 4-0 sul campo dell’Alessandria. «Con grande rammarico devo ormai prendere atto che, ai risultati sportivi e organizzativi e al mantenimento degli impegni presi dalla società, non sta corrispondendo con uguale trasporto ed entusiasmo la partecipazione del tessuto imprenditoriale di quelle grandi imprese che hanno interessi territoriali a Olbia, così come di quelle istituzioni che in passato hanno sempre sostenuto le società sarde nei campionati professionistici – scrive Marino –. I grandi progetti non possono prescindere da una partecipazione attiva di tutte quelle forze che possono concorrere, specie per un club come il nostro che deve scontare importanti problemi logistici rispetto a quelli con sede nella penisola». Un j’accuse potente, che ricalca nei concetti un tema, nello sport legato al marketing, spesso utilizzato da altre società sportive sarde, meno quotate ed esposte dell’Olbia, per sottolineare la difficoltà di sostenere campionati dove l’insularità diventa un gap anche nell’aspetto agonistico.

Tifosi-soci. Un contributo ideale alla società arriva anche da Mauro Putzu, soggetto abilitato a parlare in quanto imprenditore e storico presidente dell’Olbia, che aveva condotto nei piani alti dell’allora serie C2. La sua idea richiama un pianeta calcio evoluto, sia da un punto di vista sportivo che imprenditoriale. «La mia idea è di ricreare una sorta di azionariato popolare, sul modello Barcellona, pur in una realtà molto più piccola – spiega Putzu –. Tanti piccoli sponsor che supportino gli imprenditori più importanti, ma anche semplici tifosi che scelgano di dare ogni anno un sostegno economico alla squadra. Credo sia la soluzione ottimale, con uno zoccolo duro composto da soci che garantiscano alla società la tranquillità derivante di poter disporre a inizio anno di risorse economiche quantificabili. Ho grande ammirazione per Marino, sta facendo grandi cose. Per noi era più facile, parliamo di altre epoche. Io ero un olbiese e tifoso dell’Olbia, che poi ha deciso di prendere in mano la società. Mi succedeva di incontrare molte persone che conoscevo e che si offrivano di darmi una mano a sostenere il peso economico di una società di calcio».

Il contesto. L’appello di Marino ha dunque mosso l’interesse della città, dopo avere prontamente raccolto l’appoggio da parte di Nizzi, il quale ha voluto però sottolineare il contesto economico di riferimento. «Si comincia a vedere una via d’uscita dal tunnel della crisi economica, la depressione finanziaria sta mollando la presa – sottolinea il sindaco –. Il futuro sembra più roseo e dico al presidente Marino di avere maggiore serenità, perché la nostra amministrazione non si è mai sottratta ad alcun tipo di interlocuzione per il bene dell’Olbia».

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