Casa svenduta all’asta, il giudice dice no
di Tiziana Simula
Non perderà l’abitazione un 40enne di Olbia già sotto sfratto. L’acquisto annullato in tribunale per eccesso di ribasso
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OLBIA. È riuscito a riacciuffare il sogno della sua vita. Quella casa che tanto aveva voluto e sulla quale aveva investito tutti i suoi risparmi, finita all’asta tra la sua disperazione più profonda perché a un certo punto della sua vita non era più riuscito a pagare il mutuo. Raggiunto dallo sfratto, F.G. 40 anni, tecnico informatico di Olbia, si preparava a lasciare per sempre la sua abitazione. Ma il Giudice dell’esecuzione ha accolto l’istanza del suo avvocato che aveva contestato l’eccesso di ribasso: l’aggiudicatario aveva offerto soli 60mila euro, mentre la casa aveva un valore superiore ai 200mila. Il tribunale di Tempio ha dichiarato la società offerente definitivamente decaduta dall’aggiudicazione del bene e ha bloccato lo sfratto del giovane. Che potrà continuare ad abitare nella sua casa.
Una storia che si ripete sempre più spesso in Gallura dove si registrano centinaia di casi di abitazioni finite all’asta per l’impossibilità dei proprietari di ottemperare al pagamento dei mutui.
Il giovane informatico aveva versato un anticipo per acquistare la casa dei suoi sogni: un bell’immobile nella zona di viale Aldo Moro. Per pagare il saldo, era ricorso al credito bancario. Inizialmente tutto era filato liscio, ma a un certo punto sono cominciate le difficoltà e pagare il mutuo è diventato sempre più complicato. Poi, impossibile. Finché la casa finisce all’asta. Viene venduta ad una società di Olbia per 60mila euro e l’ufficiale giudiziario preannuncia con tanto di atto notificato, l’esecuzione forzata dello sfratto. F.G. è disperato. Ma non vuole arrendersi, non vuole perdere la sua casa. Cerca un avvocato, si affida a lui, spera in una soluzione in extremis. Il suo legale, l’avvocato Mario Ghezzo, si mette subito in moto e comincia la sua battaglia a suon di opposizioni formali, contestando l’irregolarità formale di alcune notifiche ed altre sostanziali, affermando con forza che il valore di mercato della casa fosse certamente superiore a 200mila euro, mentre l’aggiudicatario aveva offerto di pagare appena 60mila. Era incorso dunque nel cosidetto “eccesso di ribasso” non consentito dalla legislazione che, pur proteggendo gli interessi del creditore non arriva al punto di far svendere un’immobile.
La battaglia per salvare l’abitazione del 40enne si è combattuta su questa linea. Dopo alcune accese udienze svoltesi di fronte al Tribunale di Tempio, qualche giorno fa, il Giudice dell’esecuzione ha accolto l’istanza proposta dal civilista Mario Ghezzo ed ha dichiarato la società offerente definitivamente decaduta dall’aggiudicazione del bene. Nel contempo, ha ordinato all’ufficiale giudiziario di revocare le ormai imminenti operazioni di sfratto. F.G. potrà continuare ad abitare nella sua casa.
Una storia che si ripete sempre più spesso in Gallura dove si registrano centinaia di casi di abitazioni finite all’asta per l’impossibilità dei proprietari di ottemperare al pagamento dei mutui.
Il giovane informatico aveva versato un anticipo per acquistare la casa dei suoi sogni: un bell’immobile nella zona di viale Aldo Moro. Per pagare il saldo, era ricorso al credito bancario. Inizialmente tutto era filato liscio, ma a un certo punto sono cominciate le difficoltà e pagare il mutuo è diventato sempre più complicato. Poi, impossibile. Finché la casa finisce all’asta. Viene venduta ad una società di Olbia per 60mila euro e l’ufficiale giudiziario preannuncia con tanto di atto notificato, l’esecuzione forzata dello sfratto. F.G. è disperato. Ma non vuole arrendersi, non vuole perdere la sua casa. Cerca un avvocato, si affida a lui, spera in una soluzione in extremis. Il suo legale, l’avvocato Mario Ghezzo, si mette subito in moto e comincia la sua battaglia a suon di opposizioni formali, contestando l’irregolarità formale di alcune notifiche ed altre sostanziali, affermando con forza che il valore di mercato della casa fosse certamente superiore a 200mila euro, mentre l’aggiudicatario aveva offerto di pagare appena 60mila. Era incorso dunque nel cosidetto “eccesso di ribasso” non consentito dalla legislazione che, pur proteggendo gli interessi del creditore non arriva al punto di far svendere un’immobile.
La battaglia per salvare l’abitazione del 40enne si è combattuta su questa linea. Dopo alcune accese udienze svoltesi di fronte al Tribunale di Tempio, qualche giorno fa, il Giudice dell’esecuzione ha accolto l’istanza proposta dal civilista Mario Ghezzo ed ha dichiarato la società offerente definitivamente decaduta dall’aggiudicazione del bene. Nel contempo, ha ordinato all’ufficiale giudiziario di revocare le ormai imminenti operazioni di sfratto. F.G. potrà continuare ad abitare nella sua casa.
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