La Nuova Sardegna

Olbia

Olbia, magazzini doganali: negli spazi culturali ora regna il degrado

di Dario Budroni
Olbia, magazzini doganali: negli spazi culturali ora regna il degrado

Chiusa dal marzo 2013, la struttura è nelle mani dei vandali. Il sindaco Nizzi: «Stiamo studiando un progetto di rilancio»

2 MINUTI DI LETTURA





OLBIA. Dove Amii Stewart e Paolo Fresu avevano incantato la platea adesso c’è una svastica disegnata sul muro. Fuori la situazione è addirittura peggiore. Gli ex magazzini doganali del molo Brin sono un vecchio scatolone vuoto con le pareti ricoperte di disegni e scritte senza senso. Da quattro anni la zona è una di terra di nessuno. Eppure le ex Officine Mameli per un tempo poi non così breve sono state un piccolo tempio della cultura che ospitava concerti, mostre e mercatini. Ma per una serie di mosse non proprio da manuale, la struttura ha poi però dovuto chiudere i battenti. Da quel momento l’unico attore protagonista è il degrado. Da parte del Comune c’è comunque l’idea di presentare un progetto di rilancio all’Autorità portuale, che è la proprietaria dei magazzini doganali.

L’inizio. Tutto era cominciato grazie a una idea di Cristina Martina, architetto. Di tasca sua aveva totalmente ristrutturato i magazzini. Il Comune, invece, si era impegnato a pagare 600 euro di affitto al mese. L’apertura era avvenuta nel 2009. «Per ristrutturare i magazzini, che quando li presi erano abbandonati, avevo speso di tasca mia circa 120mila euro – racconta oggi Cristina Martina –. E questo perché io sono architetto e con mio marito abbiamo una impresa di costruzioni, altrimenti l’operazione sarebbe costata almeno il doppio. Però con piacere avevamo riqualificato l’edificio e tutta l’area attorno».

La fine. Dopo quasi quattro anni, la brutta sorpresa. All’improvviso era saltato fuori che l’amministrazione comunale, ai tempi guidata da Gianni Giovannelli, per circa due anni non aveva pagato l’affitto all’Autorità portuale, per via del patto di stabilità. E quindi per il nuovo spazio culturale, nel marzo del 2013, era arrivato l’ordine di sfratto. Per Cristina Martina, una vera beffa. «Questa storia suscita ancora tanta amarezza in me – spiega l’architetto –. In una mattina avevamo smantellato tutto: arredi, strutture, impianti. E ci tengo a sottolineare che l’amarezza non è dovuta solo ai soldi andati perduti, ma anche al fatto che la città abbia perso un luogo in cui si produceva cultura. Avevamo riqualificato un edificio ridotto a un rudere. E adesso i magazzini sono nuovamente come un tempo, abbandonati e vandalizzati». La port authority, dopo lo sfratto, aveva annunciato un bando per dare in gestione l’edificio, ma non se n’è più fatto nulla.

La speranza. Il sindaco Settimo Nizzi conosce la situazione delle ex Officine Mameli. E nella sua agenda è annotata l’idea del rilancio. «Sì, ci stiamo pensando – spiega –. Stiamo lavorando a un progetto, che presenteremo all’Autorità portuale, per riqualificare tutta l’area. Immaginiamo uno spazio multifunzionale, ma questo lo vedremo man mano».



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

Primo Piano
Maltempo

Meteo Giuliacci, ciclone in arrivo: piogge intense e temperature in picchiata

Le nostre iniziative