La onlus resta senza soldi: «Noi costretti a chiudere»
di Dario Budroni
L’allarme del Centro di aiuto alla vita: «Difficile andare avanti, lo stop a gennaio» L’associazione guidata da Nadia Spano sostiene la crescita di oltre 165 neonati
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OLBIA. Quando si arriva con l’acqua alla gola non si può fare altro che tirare i remi in barca. Succede per esempio al «Centro di aiuto alla vita», una onlus che da anni rappresenta un solido e importante punto di riferimento per numerose famiglie in difficoltà economica. L’associazione guidata da Nadia Spano, che si occupa di sostenere la crescita dei bambini da 0 a 36 mesi, ha davanti a sé un un futuro non proprio roseo. Anzi, c’è il rischio concreto di dover dire addio a ogni tipo di attività. Il motivo è di natura economica: i soldi a disposizione sono sempre meno e i volontari non riescono più a portare avanti le loro iniziative solidali. L’allarme è stato lanciato su Facebook direttamente dalla responsabile della onlus. «Mi dispiace dirvi questo, il mio cuore piange. Ma non possiamo più sostenerci da soli – ha scritto Nadia Spano nella pagina Facebook della onlus –. I bambini aumentano e le entrate diminuiscono. E occuparsi di oltre 165 neonati entro i 12-18 mesi, che sono quelli i cui pacchi mensili costano 40 euro, per noi non è più possibile senza il sostegno di un ente o qualcuno che assicuri un’entrata mensile. Pertanto da gennaio la storia del Movimento e del Centro finirà. Resteremo aperti per l’abbigliamento, le carrozzine e i lettini che ci vengono donati. Ma non potremo più dare alimenti e panni. Abbiamo fatto i salti mortali per poter arrivare ai pacchi natalizi. Ora si gira pagina e sarà una pagina triste». L’allarme ha fatto il giro delle bacheche Facebook. In tanti hanno condiviso il post di Nadia Spano. La speranza è che qualcuno intervenga per scongiurare la fine di un servizio che ha da sempre una notevole importanza.
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