La Nuova Sardegna

Olbia

A fuoco un’auto e un chiattino giovane pescatore nel mirino

di Stefania Puorro
A fuoco un’auto e un chiattino giovane pescatore nel mirino

Doppio attentato incendiario nel rione della Sacra Famiglia: trovate le taniche usate dai responsabili Continua la guerra tra le bande del mare: sono una quarantina le barche bruciate negli ultimi anni

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OLBIA. Un doppio attentato incendiario. E un’unica firma. Una tanica da dieci litri che era stata riempita di benzina e poi versata prima su un chiattino e poi su una macchina. Che appartengono alla stessa persona. Si tratta di un giovane pescatore che vive alla Sacra Famiglia e che già di recente era finito nel mirino della solita banda. Quella che, ormai da anni, ha scatenato una guerra tra pescatori.

Era quasi l’una del mattino quando i vigili del fuoco hanno ricevuto una chiamata: davanti a via Tasso, proprio di fronte alle case popolari di via Roma, un chiattino di tre metri stava bruciando. L’intervento è stato immediato e i vigili hanno fatto il possibile per arginare le fiamme, ma la barca era ormai inservibile. Nessun dubbio sul dolo: è stata trovata una tanica. E con la benzina che conteneva all’interno, gli attentatori hanno dato fuoco all’imbarcazione.

Ma non hanno avuto il tempo neppure di allontanarsi, i vigili del fuoco. Perché hanno notato una nuvola di fumo poco più in là. E così hanno scoperto che in via Ariosto, sempre nel quartiere della Sacra Famiglia, c’era una macchina (una Golf) avvolta dalle fiamme. Rapide le operazioni di spegnimento, ma il motore e la parte anteriore dell’auto sono andati distrutti. Anche in questo caso è stata trovata una tanica, abbandonata a poca distanza.

Sul posto sono arrivati i poliziotti di una volante che hanno fatto in fretta a scoprire il proprietario dell’auto e del chiattino: un giovane che abita da quando è nato in quel rione e che vive di pesca. Ma qualcuno ha voluto ancora una volta intimorirlo, forse con l’obiettivo di fargli mollare tutto.

Chi conosce bene il quartiere e i tanti pescatori che ormeggiano le loro barche in quella parte di golfo interno, non ha più parole. «La situazione - racconta Pietro Spano, l’ex consigliere comunale del Pd che si era occupato di questo fenomeno - sta sfuggendo di mano. Almeno una quarantina le barche bruciate nel molo davanti a via Tasso in questi anni, ma sono continui anche i furti dei motori e gli episodi di danneggiamento, E’ una guerra tra poveri, i quali ricorrono a ogni sistema per accaparrarsi i clienti a cui vendere il pesce o i frutti di mare. Questo doppio attentato è un segnale preoccupante, di fronte al quale non si può fare finta di niente: la questione, insomma, deve essere affrontata una volta per tutte. Ci sono diversi professionisti che per lungo tempo hanno fatto i pescatori e che sono stati costretti ad allontanarsi dal mare proprio per i troppi attentati e avvertimenti subìti. C’è chi ha perso barche di grande valore e che non ha più avuto la forza di ricominciare».

Un’altra auto a fuoco, ma stavolta per corto circuito, anche sulla Olbia-Monti. E’ accaduto l’altro ieri sera, attorno alle 20,30, proprio poco prima del bivio per Monti. Al volante della macchina c’era un ragazzo (che non è rimasto ferito), allarmato da una spia che segnalava un guasto. Ha avuto giusto il tempo di accostarsi e poi, dal motore, si è sviluppato un incendio. Sul posto, anche in questo caso, i vigili del fuoco di Olbia.

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