Tempio, legale perseguitato: si apre il processo
di Tiziana Simula
Nicola Vasa è accusato di danneggiamento e lesioni. Anche l’ordine degli avvocati si è costituito parte civile
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CALANGIANUS. Il consiglio dell’ordine degli avvocati di Tempio Pausania si è costituito parte civile a tutela dell’esercizio della professione, nel processo che vede come parte offesa l’avvocato Nino Vargiu, 42 anni, di Tempio. A giudizio è finito Nicola Vasa, calangianese, di 63 anni, accusato di danneggiamento aggravato, violenza e lesioni personali nei confronti del legale, il quale, avrebbe sollecitato Vasa al pagamento degli stipendi arretrati e tfr di una dipendente del 63enne. Spettanze poi versate dall’uomo. Ieri si è aperto il processo davanti al giudice monocratico del tribunale di Tempio. L’imputato è difeso dall’avvocato Umberto Papandrea, mentre l’avvocato Nino Vargiu si è costituito parte civile col collega Mauro Muzzu. Anche il consiglio dell’ordine degli avvocati ha chiesto al giudice Maria Gavina Monni, di costituirsi parte civile con l’avvocato Claudia Rita Satta «essendo stato offeso nell’esercizio della sua professione». Difensore e pubblico ministero si sono opposti, ma il giudice ha accolto l’istanza. L’ordine chiederà simbolicamente 1 euro di risarcimento.
Vasa è ritenuto responsabile di una serie di danneggiamenti nei confronti del legale tempiese e di altre tre persone, fatti avvenuti nel 2015. È accusato di aver squarciato due gomme alle due auto di proprietà di Nicola Vargiu e di sua ex moglie (la donna ha ritirato la denuncia), due gomme all’auto di Antonio Paolo Musu e tutte e quattro le gomme ad Alberto Piccinnu, suoi conoscenti, parcheggiate in vie diverse. Ma a Vasa viene contestato anche di aver inseguito con la sua auto e tamponato violentemente la macchina all’interno della quale c’era il legale e Piccinnu, costringendolo a fermarsi. L’uomo, ubriaco, aveva minacciato Vargiu.
A causa del tamponamento, l’avvocato aveva riportato lesioni al collo.
Vasa è ritenuto responsabile di una serie di danneggiamenti nei confronti del legale tempiese e di altre tre persone, fatti avvenuti nel 2015. È accusato di aver squarciato due gomme alle due auto di proprietà di Nicola Vargiu e di sua ex moglie (la donna ha ritirato la denuncia), due gomme all’auto di Antonio Paolo Musu e tutte e quattro le gomme ad Alberto Piccinnu, suoi conoscenti, parcheggiate in vie diverse. Ma a Vasa viene contestato anche di aver inseguito con la sua auto e tamponato violentemente la macchina all’interno della quale c’era il legale e Piccinnu, costringendolo a fermarsi. L’uomo, ubriaco, aveva minacciato Vargiu.
A causa del tamponamento, l’avvocato aveva riportato lesioni al collo.
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