«Crisi idrica, per fermarla serve un dissalatore»
di Giuseppe Mattioli
Il sindaco di Berchidda d’accordo con Cna rivolge un appello ai Comuni: «È necessario che la Regione dia risposte sulla necessità di impianti adeguati»
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MONTI. Si allarga e arricchisce il dibattito sulle soluzioni alla crisi idrica: il presidente della Comunità montana “Monte Acuto” e sindaco di Berchidda Andrea Nieddu, dopo la soluzione prospettata da Benedetto Fois, presidente della Cna Gallura (organizzazione che ha collaborato con la Cm per una “Manifestazione di interesse finalizzata all'acquisizione di proposte per la realizzazione di progetti di attuazione della strategia regionale della programmazione territoriale Psr 2014/2019”) nei giorni scorsi, aveva parlato dei dissalatori come soluzione all'emergenza idrica del territorio, promuove un fronte pubblico dei primi cittadini.
Trova sponda nelle già note posizioni del sindaco di Olbia Settimo Nizzi. «Dobbiamo considerare la scarsità d'acqua come problema del presente e del futuro – attacca Andrea Nieddu –. La campagna soffre e non da pochi anni. L'ipotesi di un dissalatore è realtà in altri parti del mondo e in Italia l'uso delle acque dissalate è solo dello 0,1%, soprattutto in Sicilia e nell'Appennino settentrionale, sarebbe la soluzione permanente al problema della siccità. La campagna ha urlato in tutte le lingue che le cose non funzionano, le famiglie e l'indotto chiedono aiuto. Ora è necessario – conclude – che noi sindaci prendiamo una netta posizione sul tema dell'acqua alle campagne, chiedendo interventi strutturali e definitivi alla Regione, ma soprattutto che si ragioni su opere che, anche se costose, si realizzino e mettano le nostre campagne nelle condizioni di generare ricchezza e benessere diffuso». Uniti, dunque, per trovare soluzioni affinchè non si ripetano, in un prossimo futuro, drammi come quello che ha colpito ultimamente la Gallura-Logudoro dove la gravissima crisi idrica ha messo in ginocchio interi comparti economicamente trainanti come la zootecnia, agricoltura e viticoltura. Sul lastrico decine di operatori del mondo agro-pastorale, molti dei quali non si riprenderanno più, poiché hanno visto svanire i sacrifici di una vita di lavoro. Crisi, inoltre, il cui perdurare, potrebbe avere riflessi negativi in altri comparti, turistico compreso, volano principale dell'economia e sviluppo del Nordest della Sardegna.
Due le soluzioni prospettate dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi: la prima: «Io e altri stiamo lavorando ai reflui del Nordest per metterli in rete riutilizzandoli e immettendoli in apposite reti destinate all'approvvigionamento dell'agricoltura, non potendoli utilizzare per altri scopi. Si potrebbero, così, risparmiare 20/30 milioni di metri cubi d'acqua a favore di usi civici per l'approvvigionamento delle abitazioni».
La seconda. «Per quanto attiene l'uso dei dissalatori – conclude Nizzi – oggi i sistemi di dissalazione, ormai tecnologicamente avanzati, hanno prezzi compresi fra i 70/80 centesimi a metro cubo d'acqua depurata, in più, gli impianti sono piccoli e si possono utilizzare ovunque e non farebbero che aumentare le potenzialità dell'approvvigionamento idrico». Una sintonia di vedute fra i sindaci di Olbia Settimo Nizzi e Berchidda Andrea Nieddu, nonché presidente della Cm Monte Acuto, potrebbe aprire nuovi scenari sul tema idrico del Nordest della Sardegna che, ha attraversato decenni in cui tra idee faraoniche e teoremi, non hanno ancora trovato una soluzione.
Trova sponda nelle già note posizioni del sindaco di Olbia Settimo Nizzi. «Dobbiamo considerare la scarsità d'acqua come problema del presente e del futuro – attacca Andrea Nieddu –. La campagna soffre e non da pochi anni. L'ipotesi di un dissalatore è realtà in altri parti del mondo e in Italia l'uso delle acque dissalate è solo dello 0,1%, soprattutto in Sicilia e nell'Appennino settentrionale, sarebbe la soluzione permanente al problema della siccità. La campagna ha urlato in tutte le lingue che le cose non funzionano, le famiglie e l'indotto chiedono aiuto. Ora è necessario – conclude – che noi sindaci prendiamo una netta posizione sul tema dell'acqua alle campagne, chiedendo interventi strutturali e definitivi alla Regione, ma soprattutto che si ragioni su opere che, anche se costose, si realizzino e mettano le nostre campagne nelle condizioni di generare ricchezza e benessere diffuso». Uniti, dunque, per trovare soluzioni affinchè non si ripetano, in un prossimo futuro, drammi come quello che ha colpito ultimamente la Gallura-Logudoro dove la gravissima crisi idrica ha messo in ginocchio interi comparti economicamente trainanti come la zootecnia, agricoltura e viticoltura. Sul lastrico decine di operatori del mondo agro-pastorale, molti dei quali non si riprenderanno più, poiché hanno visto svanire i sacrifici di una vita di lavoro. Crisi, inoltre, il cui perdurare, potrebbe avere riflessi negativi in altri comparti, turistico compreso, volano principale dell'economia e sviluppo del Nordest della Sardegna.
Due le soluzioni prospettate dal sindaco di Olbia Settimo Nizzi: la prima: «Io e altri stiamo lavorando ai reflui del Nordest per metterli in rete riutilizzandoli e immettendoli in apposite reti destinate all'approvvigionamento dell'agricoltura, non potendoli utilizzare per altri scopi. Si potrebbero, così, risparmiare 20/30 milioni di metri cubi d'acqua a favore di usi civici per l'approvvigionamento delle abitazioni».
La seconda. «Per quanto attiene l'uso dei dissalatori – conclude Nizzi – oggi i sistemi di dissalazione, ormai tecnologicamente avanzati, hanno prezzi compresi fra i 70/80 centesimi a metro cubo d'acqua depurata, in più, gli impianti sono piccoli e si possono utilizzare ovunque e non farebbero che aumentare le potenzialità dell'approvvigionamento idrico». Una sintonia di vedute fra i sindaci di Olbia Settimo Nizzi e Berchidda Andrea Nieddu, nonché presidente della Cm Monte Acuto, potrebbe aprire nuovi scenari sul tema idrico del Nordest della Sardegna che, ha attraversato decenni in cui tra idee faraoniche e teoremi, non hanno ancora trovato una soluzione.
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